Ancora incidenti mortali e ancora giovanissime vittime. Non c'è più tempo da perdere in termini di sicurezza stradale
di Marco Olivieri
MESSINA – Basta Far West in strada. Ovvero, la città di Messina e la sicurezza stradale che non c’è. Altro che mobilità e scenari futuri. Le cronache degli ultimi anni e mesi, da estendere anche alla provincia, ci dicono che la strada è lunghissima per ridurre gli incidenti. Meno auto e scooter e moto in giro, più servizio pubblico e più rispetto del Codice della strada sono una priorità. La morte della diciassettenne Rebecca Galli si aggiunge a un elenco di vittime, spesso giovanissime, davvero sconsolante. La ragazza, che viaggiava come passeggera su un motorino condotto da un 16enne, è deceduta oggi nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Messina.
In sostanza, sono troppi i morti di una guerra non dichiarata. Lo scorso 6 giugno, dopo uno scontro con un’auto, è morto a Messina un motociclista: il 15enne Riccardo Coglitore. Un altro giovanissimo. E, nella notte tra il 28 e il 29 giugno, la sedicenne Giulia Scimone è stata investita da un diciannovenne motociclista in via Circuito a Torre Faro. Per lei non c’è stato niente da fare, mentre il giovane è stato poi arrestato per omicidio volontario. Contro di lui anche i video che lo immortalano diverse volte a impennare ad alta velocità, postati sui social, e le tante testimonianze che raccontano delle sue condotte pericolosissime.
Il dato costante delle moto coinvolte negli incidenti
Nella notte dell’11 luglio, sempre a Messina, il 49enne Vincenzo La Foresta è stato travolto e ucciso da una moto nella notte mentre attraversava la strada. E, in generale, la presenza delle motociclette è un dato costante.
Da non dimenticare pure l’episodio, nella notte del 7 e l’8 settembre, del 19enne che ha investito con la moto a 100 km/h un 17ennne sul lungomare di Marchesana, a Terme Vigliatore. Da qui l’arresto del motociclista. Per l’occasione, diversi centauri si erano dati appuntamento per sfidarsi in prove di abilità, tra cui impennate ad altissima velocità tra due file di spettatori.
L’insicurezza stradale nella Messina degli incidenti e la Settimana europea della mobilità
Proprio in questi giorni i temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile sono stati al centro delle iniziative promosse da Fiab Messina Ciclabile in occasione della Settimana europea della mobilità (Sem), in programma dal 16 al 22 settembre in tutta Europa. L’associazione messinese ha rilanciato la questione della sicurezza sulle strade cittadine, proponendo un momento di confronto tra istituzioni, esperti, associazioni e mondo universitario.
“È un tema che abbiamo già affrontato più volte negli ultimi anni – ha sottolineato giorni fa il presidente di Fiab Messina Ciclabile, Fabrizio Murè – ma quest’estate si è riproposto in maniera drammatica, con numerosi incidenti e, purtroppo, anche alcune vittime. Per Fiab, la sicurezza stradale non può essere considerata esclusivamente una questione legata alla tutela di chi utilizza la bicicletta, ma deve diventare una priorità complessiva delle politiche di mobilità urbana. Se vogliamo davvero invertire il trend degli incidenti, è necessario un ripensamento complessivo della mobilità cittadina, mettendo al centro la sicurezza delle persone e una maggiore attenzione agli utenti più vulnerabili della strada”.
Per una nuova cultura della sicurezza stradale
In generale, appare fondamentale puntare su una nuova cultura della sicurezza stradale, con una campagna di sensibilizzazione che coinvolga giovani e adulti. E, sul versante delle istituzioni, risulta decisivo un rafforzamento della sinergia tra Comune e Prefettura per affrontare al meglio quella che non è più un’emergenza. Ma un dato strutturale.
Uno sforzo necessario, da parte dell’amministrazione comunale, è quello di monitorare tutte le situazioni di pericolo nelle strade, pianificando una serie d’interventi salvavita. Dalle strisce pedonali ai dossi per inibire la velocità e all’attenzione alla scarsa illuminazione.
L’ennesimo invito alla responsabilizzazione di istituzioni, automobilisti, motociclisti e pedoni
Ognuno deve fare la sua parte. L’invito è alla responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, automobilisti, motociclisti e pedoni. Bisogna fare di più. A partire dal rispetto rigoroso del Codice della strada e dall’urgenza di mettere in sicurezza ogni pezzo di territorio.
Il primo, ovvio ma fondamentale, appello è quello ad attenersi alle regole fissate dal Codice. Assisitiamo quotidianamente a manovre azzardate, impennate, passaggi con il rosso, velocità eccessive, in un Far West in strada che non si può tollerare. Un vero e proprio incentivo all’insicurezza stradale.
Ma, se non si invertirà la tendenza, continueremo a piangere nuove vittime. E siamo davvero stanchi di farlo.

