La relazione finale del sindaco alla seduta dedicata all'alluvione: «Inutili le beghe politiche, non facciamo sconti a nessuno. Questa è una fase cruciale per la città, usciamo dal provincialismo». Il -previsto- attacco frontale di Pergolizzi: «Gestione personale della cosa pubblica, c'è una mancanza assoluta di trasparenza».
«Solo chi non opera non sbaglia, e sono contento di sbagliare perché significa che opero molto». Così Giuseppe Buzzanca apre la sua relazione conclusiva al consiglio comunale dedicato all’alluvione. Consiglio al quale il sindaco ha rivolto un appello finale: «Siamo in una fase cruciale per questa città, attraversata da tante emergenze, dall’alluvione a quella sanitaria finendo con quella dei rifiuti, che scoppierà a breve. Lavoriamo insieme, e usciamo dal provincialismo, rispettando regole e tempi». L’appello di Buzzanca giunge al termine di un intervento fiume, attraverso il quale il sindaco ha risposto anche alle polemiche che, ovviamente, non potevano mancare in questa occasione. Conseguenza, piaccia o no, della rarità con la quale Buzzanca si vede in aula, e che ha portato alcuni consiglieri, anche andando fuori tema, a togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Tra questi il -nemico giurato- del sindaco, il -brigugliano- Nello Pergolizzi, che dopo aver esposto una sorta di difesa d’ufficio per Guido Bertolaso, è passato all’attacco: il sindaco è stato definito un «superman» accentratore, così come un «superuomo» è evidente l’accumula-incarichi Antonio Ruggeri. Pergolizzi ha in particolare posto l’accento sulla «mancanza di trasparenza: degli atti firmati da commissario veniamo a conoscenza solo dalla stampa, e a noi consiglieri viene negato l’accesso agli atti stessi». Tutto questo è frutto, secondo il consigliere, «di una gestione personale della cosa pubblica, lei, singor sindaco, pensa di essere l’unico detentore della verità, prova ne è il fatto che questo consiglio si è svolto a 30 giorni dal disastro e che in giunta non si è affrontato l’argomento alluvione». Ad alzare lo scudo nei confronti del sindaco ci pensa stavolta il capogruppo del Pdl Pippo Capurro: «La responsabilità di quanto successo è di tutti, nessuno escluso, senza distinzione di colore politico. Non possiamo ancora perderci in beghe poltiche per attaccare il sindaco. La questione dell’abusivismo sollevata a livello nazionale è inaccettabile, e purtroppo è partita da quella sciagurata dichiarazione del comandante della Polizia municipale».
Paolo Saglimbeni (Pd) ha sollevato una serie di dubbi: «Bisogna vigilare sul sistema degli affitti, che pare abbiano subito un’impennata dei prezzi, ma anche sul movimento terra e sull’utilizzo delle risorse: non possiamo sprecare un euro. Purtroppo c’è un forte ritardo nell’accertare la verità: bisogna accendere i riflettori su quanto è stato fatto, e non è stato fatto, dal 2003 ad oggi». I dubbi sono anche quelli che permangono fra gli sfollati: qualcuno dei cittadini di Briga Superiore era presente al consiglio, e si è chiesto: quando terminerà l’ordinanza attuale di sgombero (cioè il 30 novembre) cosa sarà di noi? Il riferimento è anche alle uniche quattro famiglie che sono tornate a vivere proprio a Briga Superiore, mentre tutte le altre sono rimaste negli alberghi. Ancora dal Pd sono giunti altri spunti di riflessione: per il capogruppo Tani Isaja «il Comune dovrebbe dotarsi di più tecnici», mentre Simona Contestabile chiede al sindaco: «E’ delegabile ad altri la Protezione civile? L’assessore Romano in quei giorni sembrava il più confuso di tutti…».
Buzzanca, nel suo intervento conclusivo, non ha lesinato risposte al pepe: «Si deve uscire dal provincialismo che rende marionette e non fa pensare col proprio cervello. Bisogna essere distanti dalle beghe politiche, altrimenti si scade nel ridicolo». Riguardo ai primi interventi il sindaco ammette «difficoltà, ma non parlerei di confusione. Oggi stiamo correndo e voglio precisare che proprio per evitare clientelismo ho chiesto di avvalermo non di ditte private ma del Corpo Forestale». Buzzanca è tornato sull’alto costo da sostenere per il servizio offerto dai Vigili del Fuoco e dalle altre forze dell’ordine: «Si tratta di 14 milioni di euro dei quali deve essere il ministero degli Interno a farsi carico». Le somme a disposizione, tasto dolente: «60 milioni non possono bastare, ne servono almeno 300». E una revisione dell’ordinanza, che «preveda anche il ripristino delle attività produttive andate perdute, meglio se nei luoghi stessi e non altrove». Dal sindaco si apprende che oggi pomeriggio due esperti nominati dal presidente della Regione e commissario per l’emergenza Raffaele Lombardo effettueranno un sopralluogo nei luoghi alluvionati. Una risposta Buzzanca la da anche a chi, come Calabrò (Pd), nella scorsa seduta aveva invocato l’istituzione dell’Ufficio difesa del suolo: «E’ un compito del Consiglio, non posso fare -il despota-». Altra novità: insieme al geologo Carmelo Gioè è stato fatto uno screening delle risorse necessarie per la previsione del rischio in base alle indicazioni del Pai in vigore e di quello in aggiornamento: è già partita una richiesta di fondi alla Regione e allo Stato (si parla di una cifra superiore ai 70 milioni di euro). Buzzanca ha concluso mettendo alcuni puntini sulle -i-: «Purtroppo anche in questi casi c’è qualche furbetto che vuole approfittare della situazione, allora voglio essere chiaro: verranno rimborsate solo le posizioni regolari».
(nella foto di Dino Sturiale un’immagine del -primo round- del Consiglio)
