Dal femminicidio di Sara Campanella al 16enne Giuseppe Di Dio morto "per errore" a Capizzi. I quattro delitti del 2025 nero
Un anno nero da dimenticare, il 2025. Perché la cronaca annovera ben cinque delitti efferati, consumati tra la città di Messina e la provincia. Delitti che hanno per sfondo dinamiche che raccontano urgenze sociali di uguale allarme: la violenza di genere, il disagio familiare, l’inestirpabile cultura criminale.
E’ infatti l’anno del femminicidio di Sara Campanella, e del suicidio in carcere di Stefano Argentino, e dell’omicidio del 16enne Giuseppe Di Dio a Capizzi. Giovanissimi tutti, strappati alla vita troppo presto. Ma è anche l’anno dell’omicidio di Salvatore Italiano a Milazzo e dell’uccisione di Angelo Pirri a Pace del Mela, delitto attribuito al padre dello stesso 41enne. Ad aprire l’anno un figlio che ha ucciso la madre, il giovane Giosuè Fogliani che ha accoltellato Caterina Pappalardo.
Femminicidio Sara Campanella
Il femminicidio della 22enne di Misilmeri ha scosso il mondo universitario e colpito l’Italia intera. Sara Campanella è stata accoltellata la sera del 31 marzo, poco lontano dal Policlinico universitario dove aveva appena discusso della sua futura tesi col suo docente relatore. Sara stava per concludere il percorso triennale in Tecniche di laboratorio biomedico e ad ucciderla è stato il collega di corso Stefano Argentino. 27 anni, il ragazzo è poi fuggito a Noto con la famiglia, dove è stato catturato la stessa sera dai carabinieri. Rinchiuso nel carcere di Gazzi, è stato trovato impiccato in cella ai primi dell’agosto successivo. L’indagine sul suicidio nel penitenziario è ancora aperta, mentre la famiglia di Sara Campanella ha chiesto alla giustizia di continuare ad agire sulla morte della giovane.
L’omicidio Giuseppe Di Dio
Aveva appena 16 anni Giuseppe Di Dio quando un proiettile gli ha reciso la carotide. Il giovane si trovava al bar con gli amici, a Capizzi, la sera dell’1 novembre scorso, quando il 19enne Giacomo Filaro ha aperto il fuoco: aveva fatto irruzione armato nella piazzetta antistante il locale, gremito di giovani, perché voleva “vendicare” lo sgarro subito poco prima da un uomo che, in un altro locale, lo aveva pesantemente “richiamato” per una bravata. Con Giacomo sono stati arrestati padre e fratello, sospettati di complicità col figlio più giovane, che al giudice ha negato che la sua famiglia conosceva il suo intento criminale di quella sera.
Il delitto di Milazzo
E’ in carcere Giuseppe Cordici, l’agente di commercio 63enne reo confesso dell’omicidio di Salvatore Italiano, ucciso con 3 colpi di pistola il 10 luglio. Il cadavere dell’84enne è stato trovato in un grosso sacco nero in via Capuana. Le indagini della polizia hanno condotto presto a Cordici, protagonista di precedenti duri litigi con il vicino di casa poi ucciso.
Il padre uccide il figlio
E’ un caso ancora aperto, invece, il delitto di Angelo Pirri, trovato cadavere in un terreno che costeggia l’autostrada a Pace del Mela, lo scorso 9 luglio. Per l’omicidio è stato arrestato il padre Sebastiano Pirri, che si dice innocente. Al di là dell’effettiva responsabilità di chi ha premuto il grilletto, si indaga ancora sullo sfondo del delitto e su eventuali altre complicità dell’assassino.
Un figlio che uccide la madre
Il 2025 si era aperto con un altro omicidio in famiglia ma a dinamiche rovesciate: il 14 gennaio Giosué Fogliani pugnala a morte la madre Caterina Pappalardo, nell’appartamento di famiglia di via Cesare Battisti. Oltre 100 fendenti, inflitti alla madre che cerca invano di difendersi al culmine di una lite. Un femminicidio annunciato anche questo, si scoprirà poco dopo: la madre e la sorella avevano più volte segnalato il disagio sfociato in violenza del giovane Giosuè.
