Una lettera, uno sfogo, un’opinione, un punto di vista. Definitela come volete, perchè la lettera inviata da un lettore e che di seguito riportiamo integralmente, in realtà è un pò di tutto questo. Parole piene di dolore ma soprattutto di indignazione, che esprimono forse il pensiero comune di tanti messinesi in queste ultime giornate di tragedia, culminate ieri con l’ultimo addio ai fratallini Francesco e Lorenzo Lonia. Un duro attacco al frenetico e a volte superficiale mondo di tv e stampa nazionale, che in più occasioni hanno messo in secondo piano l’alluvione della zona sud o che ne hanno parlato e raccontato in modo sbagliato, senza riuscire a definirne chiaramente i contorni, favorendo così il diffondersi di una -caccia al colpevole- che ha visto col finire additati gli stessi messinesi come responsabili di un evento che, per buon parte degli italiani, -ci siamo meritati-.
La sera di venerdì 9 ottobre, mi era già toccato mandar giù un boccone amaro ascoltando Carlo Conti che a conclusione della sua trasmissione “I migliori anni”, di cui fino allora ero un accanito fan, invitava gli spettatori a donare 2 euro con un SMS in favore delle vittime di Samoa, nello stesso istante in cui all’interno del Duomo di Messina iniziava una straziante veglia fatta di gemiti dolore e lacrime di tutta quella gente, messinese e non, che si è spontaneamente stretta attorno alle 21 bare avvolte in un “finto” tricolore…già, in quel momento SAMOA era più Italiana di Messina !!! Il giorno dopo, sabato 10 ottobre, Mons. Calogero La Piana, Arcivescovo di Messina, nel corso della sua omelia in occasione dei funerali “solenni”(?) ha pronunciato il suo discorso dal quale emergeva forte e chiaro il concetto: “…tante parole sono state dette, molte fuori luogo e ci si è affrettati nel giudicare e condannare troppo frettolosamente e con sufficienza questa povera gente”. Pensavo che a conclusione di quelle esequie fosse finalmente calata la parola fine sullo scempio consumato in danno di questi poveri morti… Invece il giorno dopo, domenica 11 ottobre 2009, nel corso dell’Arena su RAI1 il conduttore Massimo Giletti, gli opinionista Lamberto Sposini e un tale David di cui non ricordo il nome, vestito di bianco e con i capelli impomatati e con una vistosa capigliatura “impomatata” con tanto di riga “spartiacque” anni 60, hanno collocato la ciliegina su una torta creata e confezionata ad arte dagli organi d’informazione su un evento attribuito esclusivamente alla infausta causa meridionale. Premesso che i processi nelle aule giudiziarie durano mesi se non addirittura anni, questi tre soggetti prettamente “televisivi” hanno palesemente manifestato il loro presuntuoso desiderio di sostituirsi alla magistratura “interrogando” e abilmente esponendo alla gogna mediatica chiunque manifesti un attimo di titubanza in quanto vittima di un attacco mediatico senza precedenti dove l’arroganza faceva accavallare le voci creando ad arte dubbie discussioni, il tutto in clima altamente pretestuoso ed arrogante assolutamente indegno di una democrazia che si rispetti…In una situazione dove ancora si piangono lacrime vere verso poveri bimbi innocenti volati in cielo, tale Sposini non ha niente di meglio che affermare con spavalderia, con tracotante arroganza, indisponenza e malcelato quanto evidente “razzismo” che queste persone non hanno meritato la solidarietà del popolo italiano perché “causa dei propri mali…” Io ho camminato in quel fango, fino alle ginocchia, appoggiandomi alle ringhiere del primo piano, l’unico rimasto…ho respirato quell’aria di morte e di distruzione, ho
ricomposto i cadaveri di quelle povere vittime, ho visto il volto sfigurato di
Ilaria 5 anni, di Francesco e Lorenzo 6 e 2 anni e ancora adesso, da genitore di un bimbo di quasi 3 anni, non riesco a superare questo sconvolgente trauma del cuore e dell’animo, rabbrividendo e soprattutto imbestialendomi a sentire parlare persone così povere di sensibilità d’animo, aride e discriminatrici che si ergono a giudici moralizzatori (?) soltanto in nome del Dio AUDIENCE. VERGOGNA!!! Se questo è il vostro concetto di solidarietà, allora vorrete gentilmente spiegarmi perché si compatiscono le popolazioni d’Abruzzo che sono perite sotto macerie di acqua e sabbia, di calcestruzzo “annacquato” in territorio da secoli attraversato da una importante faglia sismica, eppure le costruzioni “abusive” in un simile territorio non vengono contestate come invece accade a Messina dove tutto è da condannare comunque e dovunque. Parafrasando il concetto esposto domenica 11 ottobre, mi viene da esporre un concetto forse un po’ forte ma che dovrebbe rendere chiaro le idiozie fin qui dette, ovvero che al cospetto di tale logica arida e priva di sentimento, anche una donna vittima di violenza sessuale non merita commiserazione se indossava abiti succinti. Scusatemi per l’accostamento ma vorrei farvi capire cosa è uscito fuori dal vostro “barile” tracotante di sdegno e repulsione verso la Sicilia.
Si parlava di Giampilieri, di un borgo medioevale del 1826, ricco di bellezze
architettoniche storiche (vds. http://www.youtube.com/user/Pietro66giallorosso),
dove E’ CROLLATA UNA MONTAGNA che con il suo carico di rocce acqua e fango e
scivolata giù a valle travolgendo tutto e tutti, sfondando abitazioni e lesionando pilastri dell’autostrada. Una valanga immane ed inusuale per la “terra del sole” che ha mietuto tra le sue vittime una giovane commessa prossima alle nozze, un agente della polfer, un’agente di commercio, un ingegnere edile “colpevoli” soltanto di transitare in quel maledetto istante a bordo delle proprie autovetture per far ritorno nell’agognato focolare domestico, dove li attendevano fidanzati/e mariti mogli e figli, e che invece sono rimasti travolti e trascinati via da quintali di acqua, terra fango e rocce calati giù da una montagna sgretolatasi sotto l’azione incessante ed erosiva dell’acqua piovana caduta giù come non mai…quali colpe attribuibili al tanto decantato “abusivismo edilizio” possono essere attribuite a queste povere vittime innocenti, di quali colpe si sono macchiati i poveri bimbi Ilaria, Francesco e Lorenzo, per essere così spregiatamene ignorati e discriminati dalle vostre persone che ne hanno fatto “scempio mediatico” utilizzando il potere di un mezzo di diffusione di massa così importante come la TV di Stato in una giorno, la domenica, ed in un orario dove è alta la concentrazione delle popolazioni e delle famiglie Italiane. Già Italiane, perché l’unica vera colpa di cui si sono macchiate queste povere vittime è di non essere nate in Valtellina, oppure a Firenze, a Gemona del Friuli, a Perugia, a Foligno, a Sarno, a l’Aquila, a Onna, a Coppito…sono nate, vissute e perite nella povera e squallida Sicilia, nell’ancora più vergognosa Messina, perché morire a Messina è una colpa, è un peccato gravissimo, è una macchia indelebile che non merita alcuna considerazione, e per questo è giusta e legittima la gogna mediatica !!!
Ed è proprio per gente come voi che io sabato, prima dei funerali, ho acquistato una bellissima bandiera gialla e rossa con l’effige della Trinacria, simbolo della mia Patria: la Sicilia. E’ proprio per gente come voi che ho spento il televisore al momento del calcio d’inizio della Nazionale Italiana, ed è proprio per gente come voi che ho regalato la mia vecchia bandiera dell’Italia, con la quale ho gioito nel 1982 e nel 2006 ad un extracomunitario, dicendogli: “Tieni, questa è per te, è la tua bandiera, in questo Stato certamente tu sei più considerato e tutelato in Parlamento da aspri dibattiti politici in difesa dei tuoi diritti, piuttosto che raccogliersi in preghiera per un semplice brevissimo minuto in memoria di tre bimbi innocenti, colpevoli soltanto di non essere extracomunitari in territorio Italiano, ma soltanto SICILIANI!”
VERGOGNA !!!
Dott. Pietro Cucè
A margine della lettera sottolineiamo che il giornalista Lamberto Sposini, citato dal Dott. Cucè lettera inviataci dal lettore, ha precisato la sua posizione in merito alle dichiarazioni rilasciate all’Arena di Domenica In, specificando di non aver voluto in alcun modo offendere i cittadini messinesi
