Appalti pilotati, sequestro da un milione di euro ai fratelli Ravidà di Oliveri

Appalti pilotati, sequestro da un milione di euro ai fratelli Ravidà di Oliveri

Alessandra Serio

Appalti pilotati, sequestro da un milione di euro ai fratelli Ravidà di Oliveri

venerdì 02 Gennaio 2026 - 11:30

Sigilli a 6 immobili intestati ai familiari di Roberto e Salvatore Ravidà. I retroscena

E’ scattato all’alba di oggi il sequestro di beni stimato intorno al milione di euro che secondo la Procura di Messina sono riconducibili ai fratelli Salvatore e Roberto Ravidà, quest’ultimo già coinvolto nell’operazione antimafia Gotha per la sua vicinanza alla mafia barcellonese, ex dirigente tecnico dei Comuni di Oliveri e di Mazzarà Sant’Andrea.

roberto ravidà
Roberto Ravidà

La Divisione anticrimine della Questura di Messina ha messo i sigilli a sei unità immobiliari, alcune intestate ai familiari dei due, in esecuzione del provvedimento di sequestro autorizzato dal Tribunale Misure di Sorveglianza, per 965.130 mila euro complessivi. Durante le operazioni sono state effettuate anche diverse perquisizioni.

L’ipotesi di lavoro della Direzione distrettuale antimafia e della Polizia è che i due fratelli, uno libero professionista e l’altro allora tecnico comunale, abbiano condizionato l’affidamento di diversi lavori e commesse pubbliche, sfruttando i reciproci legami, arrivando in qualche caso a determinare anche i fornitori da scegliere per l’esecuzione dei lavori stessi.

Per la Dda di Messina oltre a condizionare gli appalti Roberto Ravidà ha continuato ad esercitare la sua influenza sugli uffici pubblici anche dopo l’arresto nell’operazione Gotha 3. Dagli elementi acquisiti è, inoltre, emerso che l’ex dirigente avrebbe condizionato illecitamente l’attività amministrativa, approvando o concorrendo all’approvazione di provvedimenti urbanistici ed edilizi illegittimi, riferibili al fratello ingegnere, in palese conflitto di interessi, in tal modo conseguendo quegli illeciti profitti, di cui al provvedimento oggi in esecuzione.

Gli interessi familiari e professionali

Anche dopo la scarcerazione, tra il 2014 e il 2016, lo stesso ex dirigente pubblico avrebbe continuato a piegare il proprio ruolo in favore degli interessi familiari, sfruttando i consolidati rapporti con l’amministrazione. Da ultimo e prima del suo arresto, l’ex dirigente comunale avrebbe persino posto in essere azioni volte ad ostacolare il proprio definitivo licenziamento, conseguenza della sentenza di condanna di secondo grado.

Accanto agli elementi emersi con l’indagine Gotha, la Polizia ha incrociato i dati relativi alle indagini patrimoniale effettuate anche nei confronti del fratello libero professionista. In questo caso l’ipotesi degli investigatori è che agli imprenditori interessati a lottizzazioni nella zona sia stato imposto l’incarico all’ingegnere Salvatore Ravidà per evitare che il fratello, tecnico al comune di Oliveri, ostacolasse la realizzazione dei lavori. Il libero professionista ha ricoperto incarichi pubblici nella progettazione e direzione dei lavori delle più importanti opere pubbliche nei Comuni di Oliveri e limitrofi sin dalla metà degli anni ’80.

Società occulte e immobili sequestrati

Le indagini hanno dimostrato a carico del professionista la sistematicità delle condotte e il ricorso a pratiche di esercizio abusivo del credito, nonché la partecipazione occulta in alcune società coinvolte in operazioni edilizie illegittime e in procedure fallimentari, dagli anni ’80 fino ai primi anni del 2000. La Procura gli contesta poi di essere socio occulto di due società collegate, oggi entrambe in liquidazione, con le quali erano state gestite lottizzazioni non autorizzate.

Le ipotesi d’accusa della Procura di Messina andranno ora al vaglio dei giudici, che ascolteranno anche la versione di Roberto e Salvatore Ravidà, difesi dagli avvocati Franco Pizzuto, Giuseppe Ciminata, Rosanna Sofia e Francesca La Rosa.

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