Parco pubblico, palme, una piccola cascata e 200 mq di parcheggio: l’assessore Isgrò presenta l’ipotesi progettuale realizzata dai giovani professionisti Crisafulli e Locri. L’intervento costa 100 mila euro, finanziamenti tutti ancora da trovare
L’idea è di quelle che meritano attenzione: realizzare a pochi metri dallo svincolo autostradale di Boccetta, nella contrada conosciuta come Scoppo, un piccolo parco urbano, ricco di palme, di luoghi di ristoro, di una piccola cascata, lì dove oggi ci sono manufatti abusivi tutti da abbattere. E’ l’ipotesi progettuale chiamata “Oasi naturale”, realizzata da due giovanissimi professionisti messinesi, l’agronomo Gianluca Crisafulli e l’architetto Emanuela Locri, e presentata oggi a Palazzo Zanca dall’assessore alle Manutenzioni Pippo Isgrò. Una bella idea, apprezzata anche dal presidente dell’Ordine degli ingegneri Santi Trovato, secondo il quale «bisognerebbe mettere a sistema questa collaborazione tra politica e tecnici», ma che ha un solo difetto: il suo costo, 100mila euro circa, non è ancora coperto da alcun finanziamento. «Pensiamo di tentare di accedere a fondi Cipe, vedremo cosa sarà possibile fare».
L’ipotesi progettuale che ha come scopo principale la bonifica del torrente mediante un intervento di ricostituzione vegetativa e la realizzazione di un parco pubblico, per una superficie di circa 1400 mq, di cui 200 mq adibiti a parcheggio. Da un esame geomorfologico del territorio, tramite l’ausilio di cartografie in scala, è stato individuato il bacino imbrifero il cui contributo di acque meteoriche si raccoglie in diversi impluvi confluenti nel torrente. Lo studio dei due giovani professionisti ha permesso quindi la progettazione di un tratto di torrente, l’analisi cartografica della zona, e l’individuazione del bacino che si sviluppa da monte a valle con morfologia variabile. L’intervento ipotizzato è finalizzato non solo ad una bonifica del torrente ma anche ad una sua messa in sicurezza, garantendo uno sviluppo che tenga conto delle caratteristiche ambientali. La sistemazione idraulica del torrente riguarda una parte a valle rispetto a quella che è il suo intero sviluppo, a causa delle modificazioni dell’originaria orografia dell’alveo. Progettati quindi una serie di interventi come la costituzione di briglie e gabbionati per la riduzione della portata confluente, costituendo anche due salti idraulici. Un primo è stato ipotizzato a monte dell’opera , mediante progettazione di una cascata, mentre un secondo, ha un ruolo funzionale ma anche visivo dell’opera, riducendo ulteriormente la pendenza e fungendo da vasca di accumulo dell’acqua. La larghezza e l’inclinazione del greto, nell’ipotesi presentata, rispettano i livelli massimi consentiti e supportano eventuali deflussi mentre la vegetazione presente sarà di ausilio nei mesi invernali per meglio controllare e gestire i volumi d’acqua che interessano l’intera superficie dell’opera.
Isgrò ha sottolineato anche l’importanza del lavoro di raccordo all’interno della giunta. E a margine della presentazione, proprio su questo argomento, è intervenuto anche l’assessore all’Urbanistica Pippo Corvaja: «E’ necessario riscoprire il senso della politica – ha detto – spogliandoci delle prerogative personali che portano a volte a voler apparire più del collega. Ci vorrebbero, invece, step settimanali per incontrarci tutti noi assessori, al di là delle riunioni di giunta. Ci vuole una politica di livello più alto, con una visione più ampia e più completa».
(Nelle immagini una proiezione dell’ipotesi progettuale e un’immagine della stessa area così come si presenta adesso. In fotogallery le immagini più ingrandite)
S.C.
