Misteriose figure si aggirano per la città

Misteriose figure si aggirano per la città

Misteriose figure si aggirano per la città

domenica 04 Aprile 2010 - 04:29

Non basta allungare la lista delle opere compensative

In questi giorni, la nostra città è oggetto di attenti studi. Viene osservata con occhi indagatori e individui che (probabilmente) l’avevano sempre ignorata si aggirano sul territorio con discrezione, attrezzandosi per esaminarne la qualità dell’aria e del terreno, misurare inquinamento, polveri e rumore.

Non sono le figure familiari e rilassate degli studiosi della nostra Università. O dei tecnici dell’ARPA Sicilia o dell’Assessorato all’Ambiente del Comune e della Provincia.

Chiedendo in giro, a chi dovrebbe essere al corrente di cosa avviene dalle nostre parti, otteniamo solo silenzi imbarazzati e risposte vaghe, come se il problema riguardasse altri o, peggio, come se fossimo ormai rassegnati a interpretare la parte delle cavie in un grande progetto che non abbiamo il diritto di conoscere fino in fondo.

Con questa spiacevole sensazione, ci rivolgiamo ai nostri amministratori per avere notizie, perché ci rassicurino su quanto accade.

Ci rivolgiamo a loro, al nostro Sindaco e al nostro Presidente della Provincia, per indurli a superare complessi di inferiorità o provinciali timidezze nei confronti di chi, ricco di denaro, di scienza e di arroganza, ritiene di convertirci alle regole del progresso.

Senza conoscerle.

Non intendiamo certo riesumare la stantia querelle SiPonte-NoPonte – le operazioni sono iniziate e … chi vivrà vedrà se saranno portate a termine –, ma saremmo lieti di sapere quale posizione assumeranno coloro che ci amministrano nei confronti di chi analizza approfonditamente il nostro territorio, sostenendo che il suo scopo è tutelare il nostro benessere.

E vorremmo saperlo da Buzzanca e Ricevuto, non da altri.

Credevamo fosse chiaro che Comune e Provincia non hanno esaurito il loro compito presentando alla Stretto di Messina un nutrito cahier de doléance, con l’elenco delle opere compensative e una serie di puntuali raccomandazioni.

Opere e raccomandazioni i cui costi eccedono di gran lunga le somme stanziate.

Al punto da indurre il plenipotenziario Ciucci a dire, con espressione ruspante ma efficace, che il Consiglio si è … allargato un po’ troppo e sarà necessario stilare un ordine di priorità.

Tutto più o meno giusto, ma il diritto/dovere dei nostri amministratori locali non può limitarsi ad attendere con passiva fiducia che siano realizzate le opere richieste.

Incombono adesso pericoli che non possono essere mitigati con denaro o opere pubbliche. E sono quelli per la salute.

Dice la società concessionaria: Messinesi, potete dormire sonni tranquilli, il controllo ambientale è affidato a un soggetto terzo rispetto all’impresa. Proprio per darvi le massime garanzie.

Così, a realizzare un laboratorio per l’osservazione e la misurazione delle dinamiche ambientali non sarà la stessa Eurolink ma il consorzio guidato da Fenice, società del gruppo EdF – Electricité de France, un’ENEL transalpina un po’ più grossa della nostra –, che pare abbia già iniziato rilevazioni e analisi. Senza comunicare nulla o quasi alle istituzioni locali, compreso l’Assessorato all’Ambiente della Provincia.

In altre parole, la cordata guidata dai Francesi – che, come tutti sanno, sono sempre stati attentissimi ai problemi dell’ambiente fuori dai confini della loro Patria, Mururoa insegna – vigilerà sull’inquinamento delle nostre acque, sui rischi del nostro sistema idrogeologico, sull’eventuale inquinamento della nostra aria, sulla bonifica del nostro terreno e così via.

Incluse le conseguenze socioeconomiche che il Ponte causerà ai nostri concittadini.

E, nel caso qualcosa non vada nel giusto verso, avviserà … la società concessionaria.

Non la Provincia, il Comune, l’Università, il Prefetto, l’ASL o l’ARPA, ma la società concessionaria che, in qualità di Organismo di Diritto Pubblico (Allegato III della direttiva 2004/18/CE) garantisce la correttezza delle procedure.

Certo, rode un po’ essere considerati interdetti e sotto tutela e che tutti questi controlli vengano fatti senza che chi li fa si senta in dovere di coinvolgere gli enti locali, ma il nostro scopo non è quello di porre in dubbio la correttezza di comportamento degli occhiuti colossi internazionali che vegliano sulla nostra salute.

Rimane però una perplessità.

Siamo infatti convinti che l’azienda che opera dalle nostre parti sia obbligata dalla Convenzione di Aarhus, dalla L. 108/2001, dalla direttiva 2003/4/CE e dalle relative norme di attuazione pubblicate sulla G.U. 222 del 23.9.2005 a comunicare tempestivamente i risultati di ogni rilevamento a qualsiasi cittadino che ne faccia richiesta, “senza che questi debba dichiarare il proprio interesse”.

A ogni cittadino. Immaginiamoci se non hanno gli stessi obblighi nei confronti degli enti locali preposti al controllo ambientale e alla tutela della nostra salute.

Peppino Buzzanca e Nanni Ricevuto hanno qualcosa di rassicurante da dirci in merito? O si fidano così ciecamente di Fenice e Stretto da ritenere inutile essere informati?

Con tutto il rispetto per i cugini d’Oltralpe, ci sentiremmo più tutelati se le rilevazioni ambientali fossero condotte insieme alla nostra Università – o, quantomeno, ad essa comunicate in tempo reale -, piuttosto che attendere che siano elaborate, trasmesse allla società concessionaria e, solo successivamente, grazie alla cortesia di quest’ultima, portate a conoscenza delle … cavie.

Non vorremmo che i nostri amministratori col loro comportamento, forse involontariamente, confermassero le parole del Principe di Salina: noi Siciliani “siamo bianchi quanto la Regina d’Inghilterra, eppure da duemila cinquecento anni siamo colonia”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED