Il presidente del Comitato -La nostra città- si rivolge alle istituzioni dopo l'ennesimo incidente stradale che ha coinvolto un bambino dieci anni, travolto da un mezzo pesante: -Se non si vuole ricominciare a contare le vittime bisognerà convincersi a dettare regole precise-
L’ennesimo gravissimo incidente stradale, che ha visto coinvolto un ragazzo di dieci anni travolto da un Tir nel cuore della Città di Messina, merita alcune non rituali e scontate considerazioni che il presidente del Comitato -La nostra Città- ha sottoposto al commissario delegato per le misure dell’emergenza ambientale nel settore del traffico e della mobilità, al comandante dei vigili urbani e al questore. (Foto Sturiale – correlato articolo di ieri)
Dal 2000 il Comune di Messina è stato considerato dal Governo nazionale, anche grazie alle lotte dei cittadini messinesi, territorio ad “emergenza ambientale nel settore del traffico e della mobilità”. Grazie a questa considerazione, dal 2000 ad oggi, sono stati delegati – dai Presidenti del Consiglio pro tempore – quattro Commissari per affrontare l’emergenza Tir. In dieci anni sono stati realizzati (male) due approdi nella zona di Tremestieri, è stato inopinatamente avviato un approdo al Molo Norimberga, non è stato chiuso l’approdo della Rada S. Francesco (dove continuano a sbarcare e imbarcare mezzi pur in mancanza di regolare Concessione da parte dell’Autorità portuale ). Questo dimostra che, nonostante le risorse disponibili, l’emergenza rimane sempre tale e quale da oltre 45 anni.
Un’emergenza, che si perpetua per decenni, ha qualcosa di patologico e di tragico nello stesso tempo. Le morti e gli incidenti di questi anni non possono certo addebitarsi al “destino” ma alla incapacità di chi avrebbe dovuto risolvere il problema e non ha saputo o voluto risolverlo. Lasciamo,per l’ennesima volta,alla Magistratura, il compito di indagare e di individuare eventuali responsabilità derivanti da comportamenti anomali e riconducibili a reato. Oggi il Comitato La Nostra Città chiede di chiarire – aldilà delle soggettive responsabilità dell’incidente di martedì scorso – come sia possibile che i Tir transitino a qualsiasi ora e in qualsiasi direzione del giorno e della notte. Da Nord a Sud e viceversa. Nonostante i divieti. Nonostante i pass. Nonostante le norme del Codice della Strada. Nonostante il buonsenso, oseremmo dire,di chi governa la mobilità urbana e, in questo caso, l’emergenza tir. Sembrerebbe che il Tir che ha travolto il ragazzo a Minissale provenisse dal Molo Norimberga e fosse diretto a Contesse per scaricare infissi. Ciò significa forse che il carico e lo scarico sono permessi a qualsiasi ora e in qualsiasi punto della Città?
Il Comitato La Nostra Città, con il Commissario Prefetto Marino, aveva convenuto alcune regole di comportamento per il passaggio dei Tir nelle more della realizzazione degli approdi a Sud. Erano regole di sicurezza e di rispetto per i cittadini di Messina. Negli anni seguenti al passaggio di consegne del Prefetto Marino c’è stato un aumento della tolleranza e di permissività al transito del gommato pesante in Città. Probabilmente per colpa dell’aspettativa legata al completamento dell’approdo di Tremestieri. Oggi non c’è più quel comodo alibi. I futuri approdi non saranno realizzati nei prossimi cinque anni. Se non si vuole ricominciare a contare le vittime bisognerà convincersi a dettare regole precise per il passaggio del gommato pesante.
Questo è quello che il Comitato chiede a Giuseppe Buzzanca, al Questore di Messina e al Comandante della polizia Municipale. In attesa di un incontro, che affronti i possibili interventi urgenti da intraprendere,il Comitato La Nostra Città avvierà una campagna di sensibilizzazione nei punti critici del passaggio dei tir.
Saro Visicaro
