Il sindacato settore trasporto fa il punto sui volumi di attraversamento dello Stretto, tendenze negative su tutti i fronti. Lunedì intanto conferenza stampa indetta unitariamente dalle organizzazioni sindacali per discutere dei tanti problemi di mobilità
Tante le novità, che in questo 2010 e negli anni a venire hanno interessato e dovrebbero interessare il tema della mobilità nello Stretto di Messina. Tante le proteste giunte dal mondo sindacale e da quello della società civile per l’ulteriore riduzione della flotta di Rfi Bluvia, per l’avvio di un servizio, quello di Metropolitana del Mare, non ancora ben collaudato e su cui continuano a piovere pesante critiche. Problematiche che hanno spesso creato profondi stati di agitazione in seno al personale impiegato nel settore del trasporto marittimo.
Ai problemi del presente, ai aggiungono però le eredità del passato, e i dubbi del futuro, su tutti quelli legati alla realizzazione dell’attraversamento stabile dello Stretto, per alcuni la panacea di tutti i mali, per altri un inutile e mastodontica infrastruttura che rischia di ridurre Messina a semplice nodo stradale e ferroviario.
Molti di questi aegomenti verranno affrontati nel corso della conferenza stampa indetta unitariamente dalle sigle sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, OrSa, Fast e SASMaNT), per lunedì mattina. All’ordine del giorno, naturalmente, la Metromare, Fermata della terza nave ferroviaria, carenza di personale, Straordinario selvaggio e sicurezza, continuità territoriale, trasporto dei mezzi gommati, concorrenza con il privato, gestione dell’impianto, dismissione organizzata.
Ad anticipare alcuni degli argomenti caldi di cui si discuterà nella saletta commissioni della Provincia, ci pensa però il rapporto, tutt’altro che rassicurante, fornito dalla Fit Cisl sul volume di passeggeri che attraversano lo Stretto e che negli ultimi quattro anni, dal 2006 al 2009, si è ridotto di circa 1 milioni 200 mila unità. Un trend negativo per tutti i comparti di traghettamento di mezzi, dalle autovetture ai mezzi pesanti. Dati allarmanti per la Cisl di Messina per il trasporto nello stretto da parte del vettore pubblico Numeri che per il segretario generale Tonino Genovese e i responsabili di settore della Federazione trasporti della Cisl Enzo Testa e Michele Barresi confermano la politica di smobilitazione messa in atto da Rfi in riva allo Stretto. quanto da tempo viene denunciato
Di seguito i numeri che riguardano nel dettaglio navi, ferrovie e mezzi veloci:
Navigazione e attraversamento
Le corse navi totali effettuate dal servizio pubblico sono passate da 47.000 a 36.900 in quattro anni. Dal 2006 a fine 2009 il totale delle autovetture annue trasportate tra le sponde dello stretto da RFI Bluvia passano da 327.000 a circa 203.000 con una perdita di oltre 124.000 unità; il passaggio di roulotte si dimezza da 12.000 a meno di 6.000, i pullman da oltre 4.500 annui a 860 attuali. I mezzi gommati pesanti (autocarri e autotreni) da circa 200.000 a 164.000. Oltre un milione e duecentomila i passeggeri in meno trasportati tra le due sponde . Mentre, dai dati complessivi, il traffico passeggeri e merci gommato sullo stretto è tendenzialmente aumentato, il vettore pubblico perde fette di mercato consistenti e senza andare lontano il delta negativo tra 2008 e 2009 si attesta ad una riduzione del 20% sul traffico viaggiatori il 16% del traffico gommato leggero e oltre 10mila mezzi gommati pesanti in meno. I responsabili di RFI Bluvia evitano da sempre un confronto sui volumi di trasporto gommato e passeggeri chiesto più volte dai sindacati.
Ferrovie
Solo dal 2008 al 2009 sono state traghettate 5445 carrozze treno in meno, che diventano 11000 in meno se si prende a riferimento l’arco temporale che va dal 2006. Segnale, questo, del taglio dirompente di offerta treno passeggeri a lunga percorrenza che Trenitalia ha operato alla Sicilia in pochi anni. Per quanto concerne il trasporto merci su ferro traghettato, sebbene in parte influenzato da un complessivo periodo di crisi del settore, le cifre sono allarmanti: da 121.000 carri traghettati nel 2006 agli odierni 69.000 con una riduzione prossima al 50%. Unica nota in controtendenza il traghettamento delle merci pericolose in leggero aumento specialmente su rotaia: 1940 ferrocisterne nel 2009, quasi un centinaio in più rispetto all’anno precedente. Una domanda a cui RFI ha inspiegabilmente risposto, nel nuovo piano produzione 2010-2011, con una riduzione delle corse nave dedicate a questa tipologia di trasporto.
Mezzi veloci
Con la gestione RFI Bluvia sino al 2009 si è assistito alla riduzione in quattro anni di circa 330.000 viaggiatori, attestandosi nel 2009 a quota 619mila trasportati-anno.
Dato quest’ultimo che spinga i sindacalisti a domandare che senso abbia avuto la decisione di lasciare ferma la terza nave soprattutto in un periodo dell’anno come quello estivo in cui si assiste ad un massiccio esodo. “La preoccupazione – afferma la Cisl – è quella che il servizio di collegamento veloce tra le sponde dello stretto gestito da Metromare, nato grazie alle lotte dei lavoratori e del sindacato, possa diventare il cavallo di Troia che porti RFI Bluvia ad abdicare definitivamente al ruolo di vettore di trasporto pubblico passeggeri sullo stretto”.
(cliccando su download tutti i grafici del rapporto Cisl)
