Così il commissario motiva la sua decisione di azzerare i cda di Amam, Ato3 e Messinambiente.
Non si scompone più di tanto, il commissario Gaspare Sinatra, quando gli si chiede le motivazioni che lo hanno spinto, ieri mattina, a cancellare con un semplice colpo di spugna i consigli d’amministrazione di Amam, Ato3 e Messinambiente. «In parte è perché non avevano adeguato i propri statuti – afferma – ma il motivo principale è di natura strettamente finanziaria. Le partecipate rappresentano dei grossi buchi per le casse comunali. L’Atm, ad esempio, è stata già avviata in un binario di risanamento economico, lo dovranno fare anche le altre».
Esclusa dallo stesso Sinatra l’ipotesi che le tre partecipate vengano affidate a “commissioni commissariali- come nel caso dell’azienda trasporti. Tra oggi e domani, infatti, saranno nominati degli amministratori unici, ma i nomi sono ancora top secret.
Sinatra non cede al pessimismo sulla crisi finanziaria di Palazzo Zanca, che come abbiamo spiegato ieri potrebbe davvero essere ad un passo dall’ipotesi dissesto. «Il bilancio è come un pozzo – dichiara – ci sono momenti di piena e altri in cui è vuoto. Quando arriveranno le entrate si potrà ricominciare a respirare».
