Provincia, ritardi nella nomina del nuovo componente del Collegio di difesa. Bisignano: «Si definisca la procedura»

Provincia, ritardi nella nomina del nuovo componente del Collegio di difesa. Bisignano: «Si definisca la procedura»

Provincia, ritardi nella nomina del nuovo componente del Collegio di difesa. Bisignano: «Si definisca la procedura»

giovedì 21 Ottobre 2010 - 00:24

Il ruolo dell’esperto di diritto societario interno e comunitario risulta fondamentale per il piano di dismissioni delle Partecipate da avviare entro il 31 dicembre. L’assemblea dell’Upi ha tracciato la nuova via per le Province: più flessibili e ed efficienti. Palazzo dei Leoni ha molta strada da fare

Nel corso dell’assemblea dell’Upi a Catania è stato tracciato un futuro ben preciso per le province italiane. Ancora molto lontana la tanto discussa eliminazione, il presidente Giuseppe Castiglione ha fatto partire un chiaro segnale in vista della Carta delle Autonomia: oggi le Province possono e devono essere in grado di trasformarsi in un qualcosa di più efficace ed efficiente, come ci chiedono i cittadini. Una struttura necessaria per una corretta rappresentanza del territorio in chiave intermedia tra Comuni e Regioni, verso la modernizzazione dell’amministratore pubblico nell’ottica delineata dal progetto federalista.

Per compiere questi passi diviene necessaria la limitazione massima della burocrazia, in modo da far divenire gli enti quanto più flessibili e snelli. In questa direzione la Provincia Regionale di Messina ha parecchia strada da percorrere. Un esempio è rappresentato dai lunghi tempi che hanno fin qui frenato la nomina di un nuovo componente nel collegio di difesa, regolamentato dopo mesi di disordine quasi totale. A riordinare l’organo la delibera di giunta provinciale n.280 del 14 luglio 2010, con il quale si è provveduto a rimodulare il Regolamento per l’affidamento di incarichi per la consulenza esterna del quale l’Ente si era precedentemente dotato sulla base dell’art.3 comma 56 della Legge 244/07. Sulla base dell’art.5 del Regolamento, la Provincia ha deciso di arricchire il Collegio di un componente esperto in diritto societario interno e comunitario, in virtù della particolare contingenza che l’Ente sta vivendo in tema di società partecipate.

Alla scadenza per la presentazione delle domande, fissata per il 9 agosto 2010, vengono presentate solo due domande, quelle di un avvocato e di un professore universitario. Nell’avviso per l’esperimento della procedura comparativa per la selezione del componente viene specificato che a valutare i candidati sarebbe stata una commissione giudicatrice. Quest’ultima, dopo la nomina, si riunisce per la prima volta l’1 ottobre, due mesi dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domande. Inoltre, per il solo esame dei due curriculum presentati, ad oggi (dopo venti giorni) non è stato ancora comunicato l’esito della valutazione. Oltre al giudizio sui Cv, sui titoli e sulle esperienze indicate nella domanda di partecipazione, la Commissione potrà anche tenere un colloqui con i candidati, che farebbe però ancora slittare i tempi per la nomina.

L’individuazione del componente, come avevamo anticipato nei giorni scorsi, viene ritenuta fondamentale per la necessaria accelerazione sulla procedimento di dismissione delle partecipate, che l’Ente deve avviare entro il 31 dicembre 2010. Ecco perche l’assessore al ramo Michele Bisignano sollecita «l’immediata definizione della procedura», chiedendosi se dietro questa «cristallizzazione» non vi sia qualche «pressione contro l’aumento del numero dei componenti del Collegio, che forse intacca qualche equilibrio» o se sia semplicemente legata «all’inceppamento dei meccanismi dell’ente che rallenta eccessivamente tutta la struttura».

Come detto in apertura, solo uno dei tanti casi di burocrazia malata che condiziona spesso la vita degli enti. «Bisogna cambiare mentalità – conclude Bisignano -. Mi auguro che da questo momento, così come tracciato nell’assemblea dell’Upi, tutti i procedimenti possano essere definiti in tempi ragionevoli».

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