Questo tipo di rifiuti, che rilascia un odore nauseabondo, va smaltito attraverso ditte specializzate e non può essere scaricato nei cassonetti
Lo hanno sorpreso in flagranza mentre abbandonava accanto ad un cassonetto di via Salandra alcune buste contenenti
scarti della lavorazione del pesce. Un sottoprodotto che dev’essere smaltito attraverso ditte specializzate e che può costituire una grave minaccia per la salute pubblica perché possibile vettore del morbo della mucca pazza. Gli uomini della squadra “Decoro” della Polizia Municipale, una volta eseguiti tutti i controlli, hanno denunciato la titolare di una ditta per la lavorazione del pesce e l’operaio marocchino fermato con le buste di plastica.
L’intervento è stato eseguito ieri intorno alle 13. Gli agenti si sono subito accorti che l’extracomunitario trasportava dei sacchi dai quali fuoriuscivano liquami maleodoranti. Lo hanno fermato ed hanno scoperto che si apprestava a disfarsi di circa 60 chili di sottoprodotti di origine animali e scarti della lavorazione del pesce che avevano già diffuso nella zona un odore pestilenziale. Nella sede della ditta gli agenti hanno acquisito sia la copia del contratto stipulato con la società che effettua lo smaltimento dei rifiuti speciali sia i documenti di trasporto. Si è scoperto così che a gennaio la società ha prelevato solo 4 chili di rifiuti speciali ed a febbraio 6 eppure ieri, in una sola mattinata, l’azienda aveva depositati nel cassonetto addirittura 60 chili. Una dimostrazione, secondo la Polizia Municipale, che la ditta preferisce disfarsi dei rifiuti scaricandoli nei cassonetti in piuttosto che affidarsi alle imprese specializzate. I sessanta chili di rifiuti sono stati restituiti alla titolare della ditta che ora dovrà tenerli in custodia giudiziaria .
