Il primo cittadino di Sant'Angelo di Brolo denuncia la leggerezza con cui è stata affrontata la delicata situazione:"alle 8.30 di domenica mattina non era stato ancora richiesto l'invio dei mezzi aerei"
“Se chi aveva il compito di assumere decisioni e organizzare le attività, avesse programmato i necessari interventi, l’incendio che ha distrutto una porzione consistente del territorio di Sant’Angelo, propagatosi poi anche nel Comune di Montagnareale, poteva essere spento con pochissime energie e sarebbe stata salvata dalle fiamme la vasta area che è stata distrutta”. All’indomani del devastante incendio che ha colpito i territori di Sant’Angelo di Brolo e Montagnareale il sindaco santangiolese Basilio Caruso denuncia l’intempestività degli interventi e chiede la testa dei responsabili. “Con stupore, alle 8.30 di domenica mattina, visto che il fuoco aveva iniziato la sua attività sabato sera, pur sapendo già da allora che sarebbe stato impossibile intervenire da terra, non era stato ancora richiesto l’invio dei mezzi aerei”, spiega Caruso, il quale afferma di essersi accertato personalmente dell’inerzia e di aver successivamente inviato egli stesso un fax a tutti i soggetti interessati. Stando alle parole del primo cittadino, nessuno lo avrebbe avvisato né informato sull’evoluzione del fenomeno, pur essendo la massima Autorità locale di Protezione civile. “Una materia così complessa e delicata sembra non essere stata trattata come avrebbe meritato la gravità del caso”, conclude il primo cittadino santangiolese, augurandosi che le Autorità preposte accertino l’esistenza di eventuali responsabilità.

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