Buzzanca chiede aiuto al Governo: «Messina non può attendere il Ponte, servono 500 milioni di euro»

Buzzanca chiede aiuto al Governo: «Messina non può attendere il Ponte, servono 500 milioni di euro»

Redazione

Buzzanca chiede aiuto al Governo: «Messina non può attendere il Ponte, servono 500 milioni di euro»

venerdì 03 Ottobre 2008 - 13:45

Il sindaco invia una lettera al premier e ai presidenti di Camera e Senato: «Necessario un accordo di programma con finanziamenti immediati. Si deroghi il Comune dal patto di stabilità»

Cinquecento milioni di euro per la città di Messina. E’ quanto chiede il sindaco Giuseppe Buzzanca al governo -amico- per il rilancio di una comunità in perenne apnea, che ha bisogno di una reale boccata d’ossigeno e di fondi da investire, ma anche, aggiungiamo noi, da saper investire. Così oggi arriva la richiesta forte, da parte di Buzzanca, che prende carta e penna e scrive una lettera alle tre maggiori cariche istituzionali dopo il presidente della Repubblica, ovvero il premier Silvio Berlusconi e i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani. Una lettera che è una richiesta d’aiuto vera e propria, e che potrebbe essere stata -ispirata- da due fatti: il primo relativo allo stanziamento di 140 milioni di euro da parte del Cipe in favore del Comune di Catania, sull’orlo del baratro; il secondo potrebbe derivare dall’esclusione di Messina dalle aree selezionate dal dicastero dello Sviluppo Economico nell’ambito delle Zone Franche Urbane, sulle quali il sindaco stesso e l’assessore alle Opere pubbliche Scoglio avevano puntato parecchio.

Messina non vuole stare a guardare, non è nelle condizioni disastrose di Catania ma rischia di arrivarci se non si farà qualcosa. Così Buzzanca, -tradito- in un certo senso dal governo più volte definito amico (soprattutto in campagna elettorale) per quanto riguarda le ZFU, bussa alla porta di Berlusconi e compagni e batte cassa, chiedendo finanziamenti -cash- in grado di risollevare le sorti del Comune. «La Città di Messina – scrive il sindaco – celebrerà tra breve il centenario del terremoto che nel 1908 la ha totalmente distrutta arrecando lutti di inusitate proporzioni alla popolazione. E’ mia ferma intenzione, nel giorno della memoria e della commemorazione, presentare alla comunità un progetto di rilancio sociale, economico e culturale per costruire insieme un futuro migliore. La risolutezza con la quale il Governo ha inteso rilanciare il progetto del Ponte sullo Stretto come infrastruttura nodale dello sviluppo europeo mi impone di attenzionare alcune problematiche che, sono certo, aldilà della realizzazione della prestigiosa opera, è necessario affrontare per creare quelle condizioni di cambiamento che devono accompagnare un processo di modernizzazione. La città ha bisogno di sinergie Istituzionali che le consentano di affrontare e risolvere criticità che nate come emergenze sono diventate antropizzate, e determinano, oggi un serio ostacolo al processo di modernizzazione del territorio. I recenti provvedimenti con i quali il Prefetto di Messina è stato designato dal Governo quale Commissario Straordinario per l’emergenza traffico, la presenza di baracche dove vivono circa 10.000 persone in stato di assoluto degrado, la mancanza di infrastrutture strategiche (completamento svincoli, collegamento porto Tremestieri – Molo Norimberga, riqualificazione del quartiere fieristico, la bonifica della Cittadella) l’assoluta carenza di Vigili Urbani, impongono interventi finanziari immediati e procedure amministrative accelleratorie che non possono attendere i tempi di realizzazione del Ponte e delle opere ferroviarie connesse. Purtroppo, il bilancio comunale a carico del quale negli anni pregressi è stato necessario far ricorso, stante l’assoluta disattenzione nei confronti della città del precedente Governo, non è più in condizione di poter finanziare gli interventi necessari e ciò a causa degli ingenti debiti fuori bilancio, dell’elevata spesa per investimenti, delle spese correnti per lo smaltimento degli R.S.U., da conferire in discariche spesso lontane centinaia di km dalla città e per le inopinate scelte finanziarie operate in passato con i contratti di swap e di emissione di prestito obbligazionario».

«E’ intuitivo – prosegue Buzzanca – che la mancata contestuale crescita economica del territorio e l’assenza di infrastrutture strategiche impediscono il formarsi di un modello di sviluppo coerente con l’occasione che il ponte può e deve rappresentare per la Città metropolitana e per l’intero territorio della Provincia. Occorre pertanto intervenire con investimenti mirati alla realizzazione delle infrastrutture e per una fiscalità di vantaggio capace di attrarre investimenti d’impresa in un territorio caratterizzato da una forte presenza di pubblico impiego. Messina può e deve costituire per tutti gli imprenditori che saranno a diverso titolo coinvolti nella realizzazione del Ponte non solo una meta occasionale di lavoro ma un territorio capace di attivare incubatori di impresa nei settori dei servizi alla cantieristica, dei servizi turistici ed acquisire la centralità di Polo Tecnologico per l’energia sostenibile e per le nuove tecnologie. In tal senso la città ha da anni avviato una politica di programmazione strategica che necessita di interventi finanziari per la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Tale processo, da un lato paga oggi anche il prezzo della necessaria contrazione della spesa pubblica le cui misure finanziarie (patto di stabilità) impediscono all’Ente di operare. Né va sottaciuto che la città è stata per quasi un anno amministrata da un Commissario, che nel periodo più importante relativamente alla programmazione dei fondi comunitari non ha potuto concertare a livello politico i necessari interventi. Tutte le superiori considerazioni rendono improcrastinabile la definizione di un accordo di programma e/o di un intesa istituzionale di Governo che riconosca la necessità di determinare a valere sugli A.P.Q. Stato – Regione Sicilia e sui Fondi per le Aree Svantaggiate una sovvenzione globale in favore della città di Messina di almeno € 500.000.000,00 con la determinazione di un crono programma che definisca i trasferimenti immediati in relazione ai progetti cantierabili esistenti, ed alla necessità di assunzione del personale, alla progettazione e realizzazione delle opere strategiche ed individui nel territorio costiero comunale una Zona Franca Urbana attraverso le cui esenzioni fiscali è certamente possibile da un lato abbattere alcuni degli aumenti determinatisi sul costo dei materiali per la realizzazione del Ponte e dall’altro fornire all’imprese una forte motivazione per investire sul territorio. E’ necessario infine una specifica deroga in favore della città di Messina dall’osservanza del patto di stabilità attesa l’importanza strategica del territorio e la necessità di attivare l’immediata spendibilità dei finanziamenti».

(foto Dino Sturiale)

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