Dalle 18 alle 20 fiaccolata in piazza Unione Europea
Oggi anche a Messina una fiaccolata commemorativa, promossa dall’Associazione Arcigay Makwan, in ricordo delle persone trans che hanno perso la vita a causa della violenza transfobica.
L’iniziativa, per le difficoltà e le restrizioni del momento, si terrà in forma statica a Piazza Unione Europea, dalle ore 18 alle 20.
L’evento, introdotto nel 1998 su iniziativa di Gwendolyn Ann Smith attivista trans, per ricordare l’assassinio di Rita Hester, in Massachussets, diede avvio al progetto web “Ricordando i nostri morti”, e nel 1999 ad una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora la manifestazione è cresciuta con commemorazioni in tutto il mondo.
L’assessore alle Pari Opportunità Alessandra Calafiore, nel condividere la valenza sociale dell’iniziativa esprime a nome dell’intera Amministrazione De Luca l’auspicio che “occasioni come questa possano contribuire a sensibilizzare la collettività e veicolare il messaggio del rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza, al fine di riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non devono costituire motivo per aggredire, schernire, o negare il rispetto della dignità umana, in quanto lesivi di quei valori morali su cui si fonda una società civile e democratica”.
Secondo il progetto “Trans Murder Monitoring” (controllo degli omicidi dei trans) pubblicato da Tgeu (Transgender Europe), quest’anno sono state 375 le persone trans e le soggettività ritenute non conformi di cui è stata documentata l’uccisione globalmente, numero non solo in crescita rispetto agli anni precedenti, ma anche sottostimato a causa della difficoltà nel reperimento di dati. Analizzando i numeri, si nota che la quasi totalità (96%) delle vittime sia costituita da donne trans, il 58% sia lavoratore del sesso e che in Europa il 43 % sia composto da persone migranti. L’Italia, dal 2008 ad oggi, è il secondo paese d’Europa dopo la Turchia ad aver registrato il maggior numero di omicidi e crimini d’odio sulle persone trans e genere non conforme.
