Voto al fotofinish (l'ultimo giorno utile è proprio oggi) per non perdere gli 8 milioni di euro del Contratto di quartiere. Disco verde per i primi nove debiti fuori bilancio
Un’opera da quasi 106 milioni di euro, da anni oggetto di dibattiti. Questo è il progetto della Società di Trasformazione Urbana (Stu) “Il Tirone-, che ha come obiettivo primario la riqualificazione, o forse è meglio dire “trasformazione-, dal nome stesso, dell’antico quartiere del centro di Messina. Progetto per il quale trenta giorni fa, a Palermo, è stato siglato un accordo di programma tra il Comune e la Regione, che adesso dovrà essere ratificato dal consiglio comunale. Se ciò non accadrà entro oggi, si perderanno gli oltre 8 milioni di euro di finanziamento garantiti dal ministero alle Infrastrutture.
L’urgenza è il voto, dunque, ecco perché ieri il sindaco Giuseppe Buzzanca ha voluto incontrare tutti i capigruppo, di maggioranza ed opposizione, del consiglio. Per il piano industriale e le eventuali rimostranze sul progetto di riqualificazione ci sarà tempo. Le perplessità più volte espresse da più parti rimangono, uno scetticismo bipartisan almeno quanto gli interessi che ruotano attorno all’opera.
Il progetto fu approvato durante l’era Sbordone, quando city manager era quel Gianfranco Scoglio che oggi, nella qualità di assessore ai Lavori pubblici, ha fatto “pressing- per l’accelerazione dell’iter. Che è andato avanti, comunque, anche durante gli anni di amministrazione Genovese.
La Stu vede il Comune socio al trenta per cento, mentre il rimanente settanta se lo spartiscono i privati -Garboli-Conics- Spa, -Studio FC & RR associati-, -Demoter- Srl, -Ingegner Arcovito di Paolo Costruzioni-, -Ciaquattropareti-, -Trio-, -Ingegneria e Finanza- Srl. Cosa prevede il progetto: la pedonalizzazione di piazza del Popolo, un complesso scolastico di tre edifici con parcheggio seminterrato di sei livelli, recupero dell’antico borgo del Tirone, la costruzione di un grattacielo di dodici piani (più due interrati per il parcheggio) in via Cadorna, un altro ampio edificio di nove piani (dislocati a gradoni), destinato ad uso pubblico, con un grande portico dove prevedere attività ricreative di vario genere come bar, pizzerie e locali, e infine un ulteriore palazzo di otto piani, uso residenziale, in S. Maria del Selciato.
Prevedibile un ampio dibattito su quella che molti hanno definito l’ennesima colata di cemento nel centro cittadino, ma l’accordo dovrebbe essere ratificato. Il consiglio passerà poi alla votazione dei primi nove debiti fuori bilancio, quelli passati ieri al vaglio della I commissione, e all’esame dell’atto di indirizzo alla giunta municipale, relativo all’approvazione del bando di selezione interna per l’individuazione di personale precario, L.R. 21/30 e L.R. 85/95, in servizio al Comune di Messina per la copertura del profilo professionale di agente di polizia municipale.
Da trattare anche la variante al piano regolatore particolareggiato del Gran Camposanto per la localizzazione di due cabine elettriche di trasformazione e per la modifica del muro ossario su via Palmara e di un nuovo muro per loculi. Ed ancora un atto di indirizzo alla giunta per l’Isola pedonale natalizia sul viale S. Martino.
(una proiezione del progetto)
