16enne ucciso a Capizzi, Comune sarà parte civile

16enne ucciso a Capizzi, Comune sarà parte civile

Alessandra Serio

16enne ucciso a Capizzi, Comune sarà parte civile

mercoledì 10 Giugno 2026 - 19:14

L'uccisione di Giuseppe Di Dio è una ferita ancora aperta per la comunità nebroidea. A luglio l'udienza per i Frasconà Filaro

Il Comune di Capizzi vuole essere parte civile al processo contro i Frasconà Filaro, padre e due figli, accusati dell’omicidio del 16enne Giuseppe Di Dio. A rappresentare il municipio sarà l’avvocato Salvatore Timpanaro che formulerà la richiesta di costituzione all’udienza preliminare. A decidere sarà il giudice per l’udienza preliminare di Enna Giuseppe Noto a partire dal prossimo 23 luglio. L’iniziativa è del sindaco di Capizzi Leonardo Principato Trosso, condivisa con la Giunta, nella convinzione che l‘omicidio del primo novembre scorso abbia pregiudicato l’immagine della cittadina. L’avvocato Timpanaro spiega di aver accettato l’incarico a titolo gratuito “…per l’alto valore morale della presenza del Comune di Capizzi nel processo“. Ad assistere la famiglia Di Dio ci sarà invece l’avvocato Giovanni Palermo di Enna.

Sul banco degli imputati ci sono il 20enne Giacomo Frasconà Filaro, il fratello 19enne Mario e il padre Antonino (49), difesi dall’avvocato Felice Lo Furno. Il legale ha avanzato richiesta di rito abbreviato, per accelerare i tempi della sentenza, saltando il dibattimento. Il verdetto per i tre potrebbe quindi arrivare già entro l’estate. Al vaglio del giudice c’è soprattutto l’effettivo ruolo del fratello e del padre di Giacomo nella sparatoria, mentre per il 20enne si tratta di capire quale sarà la contestazione e se potrà usufruire dello “sconto di pena” previsto dal rito scelto.

La morte di Giuseppe è una ferita ancora aperta per la comunità nebroidea. Il ragazzo, amato dai suoi familiari così come dai suoi compagni di scuola, ha avuto la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il sedicenne era con i suoi coetanei in una piazzetta di Capizzi quando Giacomo ha aperto il fuoco per “vendicarsi” di uno sgarro subito da un adulto che pensava trovarsi, in quel momento, dentro il locale antistante la piazza. Soltanto la reazione dei presenti – uno di loro lo ha disarmato subito – ha evitato che potessero esserci altre vittime.

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