Giacomo ha agito da solo? Presto il verdetto per l'omicidio del 16enne Giuseppe Di Dio
Hanno chiesto il rito abbreviato Il 20enne Giacomo Frasconà Filaro, il fratello Mario (19 anni) e il padre Antonino (49), accusato di concorso in omicidio del 16enne Giuseppe Di Dio. Cambia quindi la data dell’udienza preliminare, precedentemente fissata per il vaglio ordinario, che diventerà ora un vero e proprio processo “allo stato degli atti” e sarà celebrata il prossimo 23 luglio dal Gup di Enna Giuseppe Noto.
La sparatoria in centro
Il fratello minore e il padre di Giacomo Frasconà, quindi, per l’Accusa restano imputati di coinvolgimento del delitto. Sono stati loro a portare in auto il figlio quella sera del primo novembre scorso nella piazzetta di Capizzi piena di ragazzi, dove un colpo di rimbalzo ha ucciso il 16enne Giuseppe, colpevole soltanto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Subito dopo l’arresto padre e fratello si sono chiamati fuori, affermando di non sapere che Giacomo fosse armato e che intenzioni avesse quando ha chiesto di essere lasciato nella piazzetta, sulla via verso casa.
Giacomo ha agito da solo?
Ma gli inquirenti non gli credono. Di quella pistola si sapeva da giorni e si temeva il peggio, hanno raccontato i testimoni dopo il delitto, tanto che le forze dell’Ordine avevano effettuato una perquisizione e dei sopralluoghi alla ricerca dell’arma, purtroppo andati a vuoto. Sarà ora davanti al Giudice per l’udienza preliminare che si stabilità la sentenza per i tre Frasconà Filaro.
Una tragedia che poteva essere impedita?
Per Capizzi e l’intera comunità dei Nebrodi la morte di Giuseppe è una pagina di storia nera impossibile da dimenticare. “Perdonaci Giuseppe, non siamo stati capaci di evitare questa tragedia”, ha detto monsignor Giombanco ai funerali del ragazzino, celebrati nella cattedrale di San Giacomo a Capizzi.
