L'indagata era tornata in libertà sei anni fa. La vittima mostra i primi segnali di ripresa
Le forze dell’ordine continuano a battere senza sosta i territori del Messinese e del Catanese per rintracciare la quarantasettenne ritenuta responsabile dell’agguato avvenuto il 25 settembre scorso. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna avrebbe sorpreso l’avvocato cinquantottenne Pierfrancesco Broccio all’interno della sua auto, gettandogli addosso una sostanza fortemente corrosiva che gli ha provocato ustioni estese sul 20 % del corpo. Attualmente degente nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Cannizzaro di Catania, il legale sta affrontando una convalescenza complessa ma caratterizzata da incoraggianti progressi clinici.
Il passato giudiziario dell’indagata
Gli accertamenti svolti dai militari dell’Arma hanno fatto emergere un profilo criminale particolarmente allarmante. Nel corso del 2007, infatti, l’aggressora era stata giudicata colpevole dell’omicidio del coniuge, scontando la pena detentiva anche all’interno di una struttura psichiatrica giudiziaria prima di riottenere la piena libertà nel 2020, anno in cui si erano estinti tutti i precedenti obblighi con la giustizia.
La trappola tesa all’interno dell’auto
La drammatica sequenza ha avuto inizio quando la donna, residente in un centro della cintura urbana di Catania, si è messa in contatto con il professionista per sottoporgli alcune carte relative a un procedimento nel quale figurava come parte lesa. Dopo aver raggiunto la stazione ferroviaria di Messina Centrale, è salita a bordo della macchina del legale. Quest’ultimo, sebbene avesse già curato i suoi interessi in passato, aveva avvertito un’inquietudine al punto da tentare di farsi accompagnare da un conoscente, un piano di prudenza che purtroppo non si è potuto concretizzare.

