Operazione Re Artù, parola al Riesame sull'inchiesta calcioscommesse a Messina - Tempostretto

Operazione Re Artù, parola al Riesame sull’inchiesta calcioscommesse a Messina

Alessandra Serio

Operazione Re Artù, parola al Riesame sull’inchiesta calcioscommesse a Messina

lunedì 02 Luglio 2018 - 14:33

C'è attesa per la decisione del Tribunale della Libertà sugli 11 arresti chiesti dalla Procura alla fine dell'inchiesta sulle presunte partite truccate da Arturo Di Napoli e altre 10 persone tra giocatori, scommettitori e professionisti. Tutti i particolari.

Passa al Tribunale del Riesame (presidente Francesco Antonio Genovese) la parola sull’inchiesta Calcioscommesse, che vede indagate 17 persone tra professionisti, calciatori e “scommettitori” abitualu. Nel mirino della procura di Messina, in particolare del sostituto procuratore Francesco Massara, ci sono tre incontri che sarebbero stati “truccati”.

Tre combine pilotate, che vedono al centro la figura di Arturo DI Napoli. Per lui ed altre 10 persone la Procura aveva chiesto la misura cautelare – Di Napoli in carcere, gli altri ai domiciliari – ma il giudice per le indagini preliminari aveva detto no, bocciando le esigenze cautelari addotte. Il Riesame dovrà ora decidere chi aveva ragione.

La decisione del collegio è attesa entro le prossime due settimane. L’ultima parola spetta comunque alla Corte di Cassazione. Se anche il Tribunale della Libertà dovesse decidere che qualcuno o tutti andavano arrestati, perché diventino “operative” le misure cautelari andranno comunque prima al vaglio della Suprema Corte.

L’udienza davanti al Riesame si è tenuta stamane – il PM Massara ha ribadito le proprie ragioni, insistendo con le richieste di arresto, poi i giudici hanno ascoltato i difensori – e arriva in un momento cruciale dell’inchiesta. La Procura ha infatti siglato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, confermando i propri sospetti per 17 persone in totale, indagate a vario titolo. Insieme a Di Napoli, ci sono Eros Nastasi, il commercialista Pietro Gugliotta, Ivan Giuseppe Palmisciano, Fabio Russo, Giuseppe Messina, Alessandro Costa, Halim Abdel Khalifeh, Giovanni Panarello, Andrea De Pasquale, Alessandro Berardi, Stefano Addario, Daniele Frabotta, Andrea De Vito, Cosimo D’Eboli, Gianluca Grassadonia e Piersilvio Acampora.

Per altre 21 persone, invece, inizialmente sottoposte ad accertamenti, il PM Massara ha stralciato la posizione, che vanno in parte verso l’archiviazione, in parte sono state trasferite ad altre competenze.

Associazione a delinquere, falso e truffa i reati ipotizzati a vario titolo per le 11 persone per le quali la Procura ha chiesto gli arresti, Di Napoli. Gugliotta e Nastasi – gli organizzatori, secondo la Procura – mentre a far poi “girare” le scommesse sarebbero stati Palmisciano, Russo, Messina, Costa, Khalifeh, Panarello, De Pasquale e Berardi.

Agli atti dell’inchiesta ci sono un bel po’ di intercettazioni telefoniche. Una in particolare, risalente al 2016, secondo gli investigatori da il senso della vicenda.“Mi costringono a fare giocare certi giocatori. Al giovedì prima delle partite vengono fatte riunioni particolari. Se voglio, posso fare aprire un’inchiesta e far fallire il Messina perché questa è una società in cui si vendono le partite”. A parlare era Raffaele Di Napoli, subentrato al più noto fratello Arturo sulla panchina del Messina Calcio.

Accanto alle intercettazioni telefoniche, i magistrati hanno raccolto anche le dichiarazioni dell’ex presidente Natale Stracuzzi, che assistito dall’avvocato Giovanni Villari si presentò in Procura.

Tre le partite sicuramente truccate, secondo la Procura: Casertana- Messina del 21 dicembre 2015, Messina Paganese del 14 febbraio -2016, Akragas -Messina del 24 aprile 2016. Per gli investigatori sono sospette anche Messina – Martina Franca del 9 gennaio 2016, Catania -Messina del 24 marzo 2016, Lecce – Messina del 5 dicembre 2016 e Messina- Benevento del 16 gennaio del 2016. Ma negli ultimi casi a “parlare” sono solo i flussi anomali di scommesse, mentre nel caso delle prime tre partite ci sono le intercettazioni telefoniche ed altre testimonianze.

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