Dal recente dibattito cittadino emerge la tendenza ad avere uno sguardo rivolto al passato. La città ha bisogno di uno scatto in avanti
di Marco Olivieri
MESSINA – Una città spesso chiusa in sé stessa, provinciale e poco propensa a mettersi in discussione. Cosa deve fare Messina per recuperare fiducia? Per invertire la rotta dopo decenni di deturpazione della propria bellezza? Intanto, in vista delle future amministrative nel 2027, salvo sorprese, ci si potrebbe abituare a un confronto serio tra forze politiche contrapposte sul suo presente e sul suo futuro. Le avvisaglie, però, di uno sguardo rivolto al passato già ci sono state. Il recente dibattito sulla pista ciclabile in via Geraci non promette nulla di buono. Invece di guardare in prospettiva a una città da migliorare, con le sue potenzialità e i suoi notevoli elementi critici, si preferisce assecondare facili slogan, rimanendo in superficie. Si parla alla pancia di un elettore incattivito tra troppi problemi, invece di guardare la realtà in tutta la sua complessità.
Il tema, in una Messina rivolta al futuro, non dovrebbe essere abbattere le piste ciclabili e assecondare la nostalgia canaglia di chi vuole una Messina prigioniera delle auto in tripla fila, illudendosi che così il commercio ritornerà fiorente come quando non c’era Internet. Bensì incalzare l’amministrazione comunale, e sapersi proporre come alternativa, su come gestire al meglio il progressivo rafforzamento della cosiddetta mobilità sostenibile. Cosa che ha fatto solo Fiab Messina Ciclabile, spostando il discorso dall’oscurantismo di alcune posizioni alla necessità di rafforzare un processo necessario.
Più trasporto pubblico e più isole pedonali nel futuro di Messina
Lo ribadiamo: inserire in un unico calderone le critiche sia legittime, sia gratuite su parcheggi d’interscambio e piste ciclabili, non aiuta a mettere in luce la necessità di costruire una città su misura di anziani, bambini, giovani, adulti e persone con disabilità. Più trasporto pubblico, più misure studiate per chi è in difficoltà, più spazi da riconquistare alla cittadinanza, più isole pedonali, più piste ciclabili: se Messina ha un futuro, deve averlo anche nell’abbattimento di un modello auto-dipendente che ha portato all’attuale disastro della viabilità. Il tutto senza parlare, ma ci ritorneremo, sulla presenza dei tir nella zona Boccetta e della necessità di respirare un’aria pulita.
Città universitaria internazionale, con la porta spalancata verso lo scambio multiculturale, nuove prospettive occupazionali, apertura alle imprese innovative, rilancio e riqualificazione del commercio, progettualità rivolta alla rigenerazione urbana e alla giustizia sociale, la gestione al meglio dei progetti in corso e quelli nuovi da programmare: sono moltissimi gli argomenti da sviluppare. Ma sono più complicati rispetto al facile attacco alle piste ciclabili. E Messina non si può più permettere un dibattito così asfittico. E privo d’attenzione verso il futuro.

Direttore, lei vorrebbe fare tutto ciò che ha proposto, con questa classe politica e non mi riferisco soltanto alla fallimentare amministrazione Basile (De Luca) ma a tutti i “politicanti Messinesi” ne è proprio convinto? Per non parlare di una buona parte di noi cittadini, meritevoli di essere obbligati a seguire lezioni di educazione civica sette giorni su sette!
Messina avrà futuro solo con la gestione attenta e oculata delle risorse economiche, che devono servire davvero la città per migliorarla e non per foraggiare un partito. Poiché un organismo vivente attaccato dai parassiti muore, necessità ora decidere se morire mangiati dai vermi o assumere una purga e liberarsi di tutti quelli che banchettano all’interno. Ora è il momento, poi sarà tardi.
Con o senza piste ciclabili le auto in doppia fila c erano, ci sono, e temo ci saranno.
Evidentemente il problema(non facile) non é stato affrontato in modo adeguato.
il giudizio su Basile e soci sarà influenzato da piste, parcheggi inutili e costosi, svincoli,incompiute, date per risolvere i problemi sparate a casaccio, lavori fatti malissimo. Anche sul ponte….non si é capito bene da che parte stia.
Colpo di spugna,levare tram,piste ciclabili,riaprire strade sul viale,parcheggi a pagamento per fare cassa quando si sperpera denaro da tutte le parti vedi partecipate,messina era bella prima di tutto questo i negozi erano pieni
HANNO DISTRUTTO LA CITTÀ E ORA VOGLIONO DARLE IL COLPO DI GRAZIA
FACCIANO I PARCHEGGI DOVE ORA CI SONO LE PISTE CICLABILI CHE NON UNA NESSUNO
Se la tendenza che si vuol incentivare e’ quella di rendere da manicomio l’uso delle auto…non ci siamo. Intanto, rimettano le strisce bianche dove le hanno tolte (posteggi liberi non a pagamento), perche’ per Legge devono essere mantenuti in numero adeguato. Potenzino i Vigili Urbani sulle strade per sanzionare i selvaggi (chi non nn’avi menzu pedi pedi). Facciano i parcheggi DOVE URGONO (spazio demolito a fianco Stazione Marittima) e li tolgano dove sono inutilizzati.
Non si puo’ impazzire per trovare un posteggio e poi pagare a peso d’oro la sosta ! Spezzoni di pista ciclabile servono a molto poco.
Sono mancati gli amministratori, gli eletti, e sono mancati gli elettori, complici della distruzione della nostra terra, ma quello che fa rabbia, la beffa dopo il danno, è quella sottile ma insopportabile convinzione di essere “scaltri”, di saperla lunga (Deluca docet), una vera e propria patologia della percezione di noi stessi, che sarebbe comica se non fosse tragica, frutto anche dell’inconfessato sentimento di inferiorità che ci pervade, mascherato con il barocchismo e la prosopopea. “Min……… che scattru me figghiu!”, una litania infantile che inizia dal primo vagito di ogni bambino, alimentata per tutta l’infanzia e tutta l’adolescenza da genitori incapaci di domandarsi come mai chi nasce in Sicilia è destinato a vivere tre anni in meno di chi nasce nel Settentrione. Una rappresentazione da teatro pirandelliano che prosegue con la farsa dei voti conseguiti alla maturità dai ragazzi siciliani e calabresi, questi ultimi arrivano ultimi alle prove Invalsi, ma poi agli esami di maturità, miracolosamente, stracciano tutti i loro coetanei della penisola, e via via fino ad essere protagonisti nelle partecipate messinesi, LEGGENDA!!!!!
…MA DICO IO, TUTTE LE CITTA’ GUARDANO AL LORO FUTURO !!! COSA HA MESSINA DI SPECIALE DA GUARDARE NEL SUO FUTURO ??? PER ME IL FUTURO DI MESSINA STA NEL REGALARE AD OGNI CITTDINO UNA SCOPA UNA PALETTA ED UN CONTENITIRE PORTATILE … A CHI NON HA VOTATO, DOPPIA RAZIONE !!!