#ilferribottenonsitocca: il ministro fermi smobilitazione di Rfi nello Stretto - Tempo Stretto

#ilferribottenonsitocca: il ministro fermi smobilitazione di Rfi nello Stretto

#ilferribottenonsitocca: il ministro fermi smobilitazione di Rfi nello Stretto

venerdì 07 Settembre 2018 - 04:48
#ilferribottenonsitocca: il ministro fermi smobilitazione di Rfi nello Stretto

Anche la UilTrasporti affila le armi. Ad agosto è stata costituita l'ennesima società del gruppo: la Blu Jet, che opererà tra le due sponde. #ilferribottenonsitocca scrive al ministro Toninelli: l'obiettivo è cancellare treni a lunga percorrenza e navi traghetto

#ilferribottenonsitocca apre una nuova stagione di mobilitazione per la continuità territoriale nello Stretto.

In una nota indirizzata al ministro Toninelli il movimento, al quale aderiscono OrSa, Usb e le associazioni Antudo, CittadinanzAttiva, Ciufer e Comitato pendolari, denunciano la ripresa della politica di smantellamento di RFI tra le due sponde e chiedono un’audizione urgente.

Nel mirino l’ultima operazione targata Rfi con la costituzione, nei primi giorni di agosto della BLU JET, con destinazione Stretto di Messina.

Approfittando della pausa estiva– si legge nella missiva indirizzata al ministro Toninelli- RFI ha costituito l'ennesima società: "BLU JET" per acquisire i due vecchi mezzi Veloci ( Tindari Jet e Selimunte Jet ) col chiaro obiettivo di spezzare il carico ferroviario, fa scendere i passeggeri del dai treni a lunga percorrenza per attraversare lo stretto con un sevizio di navi veloci già esistente da anni e realizzare l'eterno obiettivo di eliminare il servizio a lunga percorrenza, navi e treni. Un'operazione a costo zero, nessun investimento, nessuna modernizzazione, nei fatti si concretizza la politica dei tagli, un salto indietro nel tempo riservato al meridione”.

#ilferribottenonsitocca preannuncia la nuova mobilitazione e riassume quanto accaduto negli ultimi mesi e le azioni intraprese dal gruppo Ferrovie che, stando al movimento, violerebbero il codice etico dell’azienda pubblica.

Un’azione di smantellamento nello Stretto iniziata nel 2000 e portata avanti progressivamente.

Nella lettera si citano gli ultimi esempi: “1) Bus Italia, azienda del gruppo F.S., ha istituito una tratta di pullman che collega Lamezia Terme a Catania, in diretta concorrenza col servizio ferroviario regionale, e attraversa lo Stretto con le navi degli armatori privati, Caronte&Tourist, in concorrenza con la flotta ferroviaria Blu Ferries; 2) Trenitalia, azienda del Gruppo F.S., ha concordato con gli armatori privati, Caronte&Tourist, lo scambio di utenti attraverso la promozione di sconti reciproci. E’ sufficiente presentarsi alla biglietteria di Trenitalia, esibire un biglietto Caronte&Tourist, per usufruire di sconti significativi sui treni Freccia che partono da Villa S. Giovanni verso il continente e viceversa. Nessuna agevolazione è prevista per l’utenza che utilizza la flotta ferroviaria Blu Ferries o gli Intercity a lunga percorrenza che attraversano lo stretto con i traghetti di RFI, azienda del gruppo F.S”

Il 2 agosto 2018 è stata costituita BLU JET, ennesima società ferroviaria, che finirebbe con l’essere in concorrenza con il servizio ferroviario universale a lunga percorrenza che garantisce, a stento, la continuità territoriale da e per la Sicilia col sistema treno su nave. Nell’oggetto sociale è dichiarato che Blu Jet effettuerà il collegamento ferroviario sulla relazione Villa San Giovanni/Messina, attraverso l’impiego di mezzi navali veloci.

Ecco realizzata la “rottura carico”, progetto fallito nel 2015 per la forte mobilitazione del movimento popolare “Ilferribottenonsitocca”, ripreso successivamente con un emendamento a firma dell’On. Vincenzo Garofalo (messinese) che indichiamo fra i maggiori responsabili per la perdita di un diritto essenziale, quello alla mobilità, finora garantito per i Siciliani pur fra disservizi e differenze rispetto agli standard nazionali. L’emendamento, approvato durante il Governo Gentiloni, sulla carta finge di “ampliare il concetto di continuità territorialema promuove l’eliminazione dei binari galleggianti (traghetti ferroviari) costringendo i viaggiatori che, con armi e bagagli, dovranno scendere dal treno per prendere il vettore navale “veloce”, e una volta attraversato lo Stretto recarsi, a piedi, presso lo scalo ferroviario dell’altra sponda”.

Il movimento evidenzia come costituendo la Blu Jet si punti sulla confusione tra il termine continuità territoriale (garantita dal treno su nave) e quello di diritto alla mobilità (navi veloci destinate ai pendolari sullo Stretto), consentendo così al Governo di poter eliminare le sovvenzioni finora erogate per traghetti e treni a lunga percorrenza.

I viaggiatori dovranno scendere dal treno ed usare due vecchie monocarena (Tindari Jet e Selinute Jet) per poi raggiungere a piedi la stazione di Villa e quindi salire su un altro treno.

Invece di investire risorse per allineare le ferrovie Siciliane ai livelli di qualità nazionale si appiedano i viaggiatori, si eliminano i treni a lunga percorrenza e si stringono alleanze innaturali con la concorrenza. Il gruppo agisce come se il servizio erogato si sostenesse con capitale privato quando, in realtà, F.S. S.p.A. (di cui fanno parte R.F.I. e Trenitalia), è tuttora ad intero capitale pubblico e dovrebbe corrispondere ad un codice etico aziendale ma non lo fa, perché l’alleanza commerciale di Trenitalia con Caronte&Tourist è in diretto conflitto con gli interessi della flotta navale del gruppo F.S., la tratta di pullman di Bus Italia verso Lamezia Terme è in aperta concorrenza al trasporto ferroviario e utilizza la flotta navale privata concorrente per attraversare lo Stretto e la costituzione della nuova società Blu Jet va in conflitto e in aperta concorrenza con il traghettamento dei treni a lunga percorrenza”

Le associazioni che aderiscono al movimento e le organizzazioni sindacali Orsa e Usb chiedono al ministro Toninelli di rendere concreti gli obiettivi dichiarati quando nelle scorse settimane ha cambiato i vertici di FS, annunciando un cambio di rotta.

Anche la UilTrasporti affila le armi in vista, da gennaio 2019, dell’ingresso in campo della Blu Jet.

"Nessun gioco al ribasso sarà ammesso questa volta" – dichiarano Michele Barresi, segretario generale Uiltrasporti Messina e Angelo Cardaciotto, segretario Marittimi – ed il territorio deve pretendere che il varo della nuova società di traghettamento veloce di Fs sia finalmente la risposta adeguata alle esigenze di mobilità tra le due sponde dello Stretto. Le amministrazioni comunali di Messina, Villa San Giovani e Reggio Calabria, assieme alle due regioni Calabria e Sicilia, mettano le risorse economiche necessarie per integrare quanto già previsto da Rfi per l'avvio del servizio programmato per il prossimo inizio anno 2019. Un servizio che il vettore pubblico deve incrementare in termini qualitativi e quantitativi e che deve nuovamente collegare non solo Messina e Villa San Giovanni, com'è attualmente previsto, ma anche la tratta per Reggio Calabria dove a breve scadrà la concessione triennale gestita da Liberty Lines. Un nuovo consorzio , come fu per Metromare fino al 2012, o la gestione diretta di tutta la mobilità sullo Stretto sotto la guida del vettore pubblico con la nuova Blujet – questa la proposta del sindacato – consentirebbe di razionalizzare le risorse attualmente impiegate dal Ministero dei Trasporti , circa 3 milioni di euro anno da Bluferries per la tratta su Villa Sg e ben 7 milioni da Liberty Lines sulla tratta verso Reggio, consentendo con gli attuali mezzi impiegati dalle due società collegamenti ogni mezz'ora ed un sistema di collegamento affidabile ed efficiente per utenti e pendolari. È questa la svolta e l'occasione da non perdere – continua la Uiltrasporti– ma gli enti locali devono fare la loro parte, a cominciare dall'amministrazione comunale di Messina che deve pretendere anche da Fs il collegamento continuo dal porto storico con le navi bidirezionali, azzerato nel 2013 dalle ordinanze dell'amministrazione Accorinti, ma che in questa estate è stato ripreso”.

La UilTrasporti evidenzia come il servizio, che solitamente viene interrotto alla fine dell’estate, debba proseguire, anche alla luce del forte incremento che si è registrato per l’esodo del gommato leggero, a dimostrazione che il servizio nel porto storico può essere alternativo e complementare a quello della Rada San Francesco.

Questo servizio deve proseguire – continua la Uiltrasporti- visto che è in arrivo la "Trinacria", la nuova nave che incrementerà la flotta di Bluferries costruita nei cantieri greci, ma serve che l'amministrazione comunale si adoperi affinché la società Bluferries la mantenga nel collegamento tra porto storico e Villa San Giovanni. La bidirezionale insieme al nuovo servizio Blujet di traghettamento veloce sarebbe finalmente la soluzione definitiva alle richieste degli utenti dello Stretto e avrebbe risvolti occupazionali importati nell'area e sul territorio ma le risorse del Ministero non sono sufficienti e gli enti locali non possono stare a guardare”.

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Un commento

  1. Il bus di Busitalia copre la tratta Catania – Cosenza. Su tale tratta esiste già un collegamento Flixbus al prezzo di circa 15 € prezzo che Busitalia replica all’incirca. Volendo optare per il trasporto ferroviario si spendono 20 euro minimo sulla stessa tratta , ma con 3 cambi , oppure 35 euro con 1 cambio ( fonte Trenitalia orari ) . Mi sembra quindi che l’offerta di Busitalia vada in concorrenza a Flixbus . Quanto al ripristino delle corse mare a Messina porto ce ne siamo accorti tutti per l’incremento dei tir in città ( ma tantu ci cuppa Accorinti ) Complimenti ai valorosi sindacalisti autori di questa nota e soprattutto a quei lavoratori che , con le loro tessere , permettono a questi signori di evitare di andare a lavorare .

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