Coronavirus

Covid Messina. I sindacati dei pensionati sollecitano il “tavolo sulla terza età”

Liste d’attesa, vaccinazioni, controlli sulle Residenze sanitarie assistenziali e sulle case di riposo per anziani. Questi tutti gli argomenti che erano stati al centro di un confronto tra i sindacati dei pensionati con l’ex direttore generale dell’Azienda Provinciale di Messina, Paolo La Paglia, in occasione della firma del protocollo d’intesa con il quale, il 5 febbraio scorso, è stato costituito il “tavolo della salute”, sostanzialmente mai attivato.

Ecco perché, lo scorso 19 marzo, i sindacati dei pensionati avevano chiesto un urgente incontro, attraverso il “tavolo della salute”, senza, peraltro, aver avuto il benché minimo riscontro da parte del nuovo direttore generale dell’Asp 5 di Messina, Bernardo Alagna.

«In considerazione delle tante discrasie di desolante evidenza verificatesi in alcuni dei centri vaccinali, come nel caso del territorio tirrenico della nostra provincia, a tutt’oggi ancora sprovvisto di centri vaccinali (sembrerebbe che tale carenza riguardi i Comuni di Milazzo, Barcellona e Capo d’Orlando) – affermano i segretari provinciali di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil Messina, Gaetano Santagati, Bruno Zecchetto, Giuseppe De Vardo – si stanno determinando così enormi problemi, soprattutto per anziani e persone fragili, in un momento “particolarmente delicato”, considerando che si stanno vaccinando gli “over 80” e gli “over 70” e stanno iniziando le vaccinazioni anche nella fascia d’età degli “over 60”. A questo proposito, sarebbe il caso di fare chiarezza sulla data in cui inizieranno le vaccinazioni a domicilio e come saranno organizzate le équipe a tale scopo costituite».

Una maggiore attenzione e considerazione nei confronti di questi cittadini fragili sarebbe stata considerata come una doverosa manifestazione di attenzione e di rispetto, anche da parte dei sindacati che ne rappresentano un gran numero.

«Riteniamo urgente e necessario – continuano – discutere anche degli enormi ritardi nella prenotazione di visite ed esami specialistici nelle strutture ospedaliere del territorio provinciale e dei controlli sulle rsa e sulle case di riposo, che sollecitiamo da tempo. La gestione legata all’assistenza dei pazienti affetti da Covid deve essere concreta, efficiente ed efficace e, in tal senso, va assolutamente incrementata l’assistenza domiciliare integrata, ormai quasi paralizzata dalla pandemia. Ecco perché chiediamo un confronto attraverso la convocazione del “tavolo della salute”. Chiediamo il confronto per individuare percorsi risolutivi, avere le informazioni necessarie sullo stato del welfare (per esempio, per conoscere quante sono le case di riposo in attività, se sono accreditate, se posseggono i requisiti previsti dalla normativa vigente, se sono sottoposte a controlli periodici e se sì, con quale esito). Abbiamo la necessità di comprendere come concretamente si possa lenire la sofferenza, ma anche la rabbia, di chi non ha i mezzi economici, o le conoscenze, per superare gli insormontabili ostacoli che si oppongono al suo diritto alla salute; oppure perché non si possono ridurre le interminabili liste d’attesa. Pare che chi soffra di patologie, anche gravi, non riesca ad avere una risposta adeguata: sembra, infatti, che l’unica gravità riconosciuta sia quella della pandemia da Covid.

Questi gravi problemi sono il motivo che spinge, nei prossimi giorni, i pensionati ad una manifestazione di protesta contro il silenzio assordante del direttore generale dell’Asp 5 di Messina, che – dicono -, “come spesso capita agli uomini “soli” al comando, ritiene di non poter “perdere tempo” convocando il “tavolo della salute”, come richiesto da oltre un mese dalle organizzazioni sindacali”.