Ma i fondi stanziati, anche col decreto Milleproroghe, rimangono troppo pochi
I fondi in arrivo sono sempre pochi, ma l’emergenza rimane. Pare una contraddizione, ma è così. Il Consiglio dei Ministri ha infatti prorogato lo stato d’emergenza già dichiarato nella provincia di Messina, «al fine di consentire il completamento degli interventi di contrasto ai gravi dissesti idrogeologici che hanno interessato il territorio nello scorso anno». Il riferimento è ovviamente all’alluvione di Giampilieri, Scaletta e di altri villaggi della zona sud di Messina del 1. ottobre 2009, ma anche agli eventi simili accaduti a San Fratello e negli altri comuni nebroidei e sempre a Messina, in altre zone a sud della città, all’inizio del 2010, tra il 14 febbraio ed il 10 marzo. Rimane il nodo sui fondi. L’ultima “infornata” del decreto Milleproroghe sembra destinare briciole a Messina: 10 milioni a fronte dei 90 garantiti a Veneto e Liguria. L’Mpa proverà a ribaltare tutto con un emendamento da 120 milioni alla Camera, dove verrà discusso il testo dopo l’approvazione al Senato, ma sulla scorta delle passate esperienze, pare un tentativo velleitario che difficilmente porterà a qualcosa. Il che non ha evitato che il dirigente regionale della Protezione civile Pietro Lo Monaco parlasse di vero e proprio «scandalo» a proposito della “attenzione” data dal Governo nazionale, nonostante la «soddisfazione» espressa dal vicepresidente del Senato Domenico Nania.
