Emergenza frane, il punto della situazione dalla città fantasma di San Fratello. Più di 1500 gli sfollati nei Nebrodi

Emergenza frane, il punto della situazione dalla città fantasma di San Fratello. Più di 1500 gli sfollati nei Nebrodi

Emergenza frane, il punto della situazione dalla città fantasma di San Fratello. Più di 1500 gli sfollati nei Nebrodi

martedì 16 Febbraio 2010 - 12:39

Siamo stati nel Comune evacuato dalla Protezione civile: istituito il Coc, le testimonianze del sindaco, dei Vigili del Fuoco e della Soprintendenza

Sono 1.563, di cui ben 1.461 solo del Comune di San Fratello, gli sfollati delle zone dei Nebrodi coinvolte dall’emergenza frane. A fornire il dato la Protezione civile che oggi pomeriggio ha fatto il punto della situazione, mantenendo alto il rischio che l’intero paese di San Fratello venga cancellato. Oggi il maltempo ha concesso una tregua ed è apparso anche il sole, rallentando così il ritmo dello -scivolamento- del fronte franoso.

Oggi siamo stati a San Fratello, diventata una città fantasma. E non è un luogo comune. Le strade sono totalmente vuote, via vai di camioncini carichi di mobili e oggetti, moto-ape con cittadini silenziosi a bordo. L’unico grande movimento si riscontra nel palazzo comunale, dove si è insediato il Coc, acronimo che a Messina abbiamo tristemente imparato a conoscere come Centro operativo comunale. Qui si affronta la nuova emergenza della nostra provincia, con un’organizzazione che appare buona nonostante le condizioni e il poco tempo per “allestire” la macchina dei soccorsi, coordinata dal sindaco Salvatore Sidoti Pinto in raccordo con la Protezione Civile Regionale. La frana, il cui fronte è lungo 3 chilometri, è partita da contrada Riana, arrivando fino in via Cirino Scaglione, strada parallela alla chiesa madre. E’ tuttavia ancora da definire il “percorso” esatto dello smottamento ed è proprio su tale fronte che si stanno concentrando gli sforzi di tecnici ed ingegnere giunti a San Fratello. Al momento così come riportato nell’ordinanza di sgombero firmata dal primo cittadino Sidoti Pinto, il fronte del dissesto riguarda le zone di San Benedetto, Monte Nuovo, Riana, Stazzoni, Fontana Nuova e precisamente le seguenti vie: Artale, dei Mille, Pirandello, Pirandello Case Ises, Tresanti, Padre Valenti, Leopardi, discesa Stazzoni, Taormina, Gramsci, Carducci, Verdi, Sicilia, Togliatti, Matteotti, Vicolo Matteotti, Turio, Venezia, Fontana Nuova, Dante, Bellini, Lenin, Scaglione, Vittorio Emanuele, Cassarà, Vittorio Veneto, Regina Elena, Primo Maggio, Donizzetti, Rossigni, Torino, Della Repubblica, Crispi e Saverio Latteri.

IL SINDACO

Come detto a coordinare le operazioni il sindaco Sidoti Pinto. Lo incontriamo tra i corridoi del Municipio intento a parlare con alcuni componenti delle squadre di soccorso per organizzare la macchina operativa e lo fermiamo per chiedergli quale sia attualmente la situazione: «Da stanotte non si sono verificati più movimenti franosi», ma quando gli domandiamo se siano preparati al peggio risponde: «Possiamo solo pregare e fare la danza della pioggia. Ma affinché non piova». Il sindaco confessa: «Fino a oggi non avevamo avuto nessun segnale, tranne alcune frane sul versante opposto per le quali avevamo già chiesto finanziamenti». La domanda cruciale: sarà possibile tornare a casa per coloro che hanno già abbandonato casa?: «Bisognerà valutare bene la situazione, alcune abitazioni con interventi di ristrutturazione potranno essere recuperate, altre saranno invece da abbattere perché seriamente lesionate».

I VIGILI DEL FUOCO

Il direttore regionale dei Vigili del Fuoco facente funzioni, Giovanni Africano, spiega: «Stiamo lavorando di raccordo con la Protezione civile per l’evacuazione delle persone e per aiutare i cittadini a recuperare le proprie cose in casa. Chiediamo agli sfollati di portare con sé lo stretto necessario, effetti personali, soldi, gioielli, e di lasciare tutto il resto». Anche se, come detto, in paese l’appello non viene seguito alla lettera. Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Alessandro Paola, aggiunge che «tutta l’area dei Nebrodi è interessata da frane, a causa delle bombe d’acqua di questi ultime settimane. Bisogna effettuare uno studio di previsione e prevenzione per cercare di capire quale sia la situazione generale dei centri che ricadono nell’area in questione».

L’ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE

Benedetta Scalisi uno delle componenti della Funzione Assistenza alla popolazione del Coc, afferma: «Al momento sono circa 900 gli abitanti “censiti” che hanno lasciato la propria abitazione. L’ordinanza del sindaco riguarda 1.200 persone, ma il numero se si considerano coloro che sono andati via spontaneamente. Molti sono stati accolti da amici e parenti, alcuni di coloro che invece si sono recati nel nostro ufficio per essere “registrati” hanno trovato sistemazione in alcune strutture alberghiere di Acquedolci, S. Agata Militello e Capo d’Orlando». Qualcuno del paese ha messo a disposizione case private, gesto che evidenza la grande solidarietà tra gli abitanti di San Fratello, che conta all’incirca 5000 “anime”.

I BENI CULTURALI

Infine i beni della chiesa di San Nicola (lo stesso Santo, ironia della sorte, patrono della chiesa di Giampilieri). L’arch. Lidia Signorino, della Soprintendenza Beni Culturali, afferma che «tutti i beni mobili, tra cui libri e altri reperti di valore, sono già stati portati via dai fedeli e dai sacerdoti. Le maggiore difficoltà riguardano invece il trasporto e dunque il “salvataggio” del pulpito, dell’altare della fonte battesimale, usciti indenni dalla frana che interessò San Fratello nel 1922».

ELENA DE PASQUALE – EMANUELE RIGANO

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