Il direttore generale dell’Amam La Rosa: «Intervento più complicato del previsto». Nella notte i tecnici si sono dovuti fermare a causa della forte pioggia. In tarda mattinata nuovi aggiornamenti dall’azienda, difficilmente l’erogazione riprenderà prima di domani. La “coincidenza”: tre acquedotti servono Messina, tutti e tre rotti
Ci attende un’altra giornata di rubinetti chiusi. I lavori che i tecnici dell’Amam stanno eseguendo a contrada Bagni a Santa Margherita si stanno rivelando più complessi del previsto. I motivi sono due: uno di ordine “tecnico”, l’altro di tipo “meteorologico”. Partiamo dal primo: secondo quanto riferisce il direttore generale Luigi La Rosa, «le due sezioni del tubo della condotta del Fiumefreddo, spezzato dal movimento franoso generato dalla pioggia degli ultimi giorni, non sono in asse. Sarà dunque necessario effettuare un intervento molto più complicato di quanto si potesse prospettare in un primo momento». Al già quadro “clinico” preoccupante si è aggiunto il maltempo: le intenzioni dei tecnici erano quelle di proseguire a oltranza, ma secondo quanto apprendiamo oggi i lavori di riparazione si sono dovuti fermare durante la notte a causa della forte pioggia.
Solo in mattinata i tecnici hanno ripreso, con la conseguenza che i tempi si allungheranno notevolmente. Secondo le previsioni iniziali, la riparazione si sarebbe dovuta concludere in mattinata, ma a questo punto slitterà almeno al pomeriggio. Tenuto conto dei tempi tecnici necessari per il riempimento della condotta e dei serbatoi di compenso, l’erogazione difficilmente riprenderà prima della giornata di domani. Ulteriori aggiornamenti dall’Amam, comunque, sono attesi per la tarda mattinata di oggi.
E’ lecito chiedersi, a questo punto, come sia possibile che una città servita da ben tre acquedotti (più alcuni pozzi, che in questi giorni stanno facendo gli “straordinari”), possa ritrovarsi in piena emergenza idrica. L’acquedotto che in queste ore è in riparazione è quello di Fiumefreddo, che “raccoglie” l’acqua alle gallerie di Fiumefreddo e attraverso Piedimonte Etneo e Montesanto II raggiunge i serbatoi che servono il centro città. Gli altri due acquedotti si sono rotti uno mercoledì scorso e l’altro il 9 febbraio. Il primo è quello dell’Alcantara, al centro peraltro di contenziosi con l’Eas (Ente Acquedotti Siciliani, che sta eseguendo i lavori), che passando da Montesanto I e Tremonti eroga l’acqua nei serbatoi della zona nord. Il guasto di quest’ultimo acquedotto, che si “rifornisce” alla sorgente di Francavilla, risale alla giornata infernale del 10 marzo. La seconda condotta è quella della Santissima, che parte dalla sorgente di Fiumedinisi – Monforte e raggiunge i serbatoi dei villaggi della zona Sud. Qui il guasto è stato causato dai lavori in corso per la realizzazione di un by-pass nei pressi di una cooperativa edilizia a San Giovannello (in fotogallery la “mappa” degli acquedotti messinesi). La conseguenza: Messina si ritrova con un’altra emergenza, quella idrica. E si chiede in che condizioni siano le condotte della città.
