Finanziamenti perduti, decreti ingiuntivi e atti in Procura: il caso dell’Ente Fiera di Messina

Finanziamenti perduti, decreti ingiuntivi e atti in Procura: il caso dell’Ente Fiera di Messina

Finanziamenti perduti, decreti ingiuntivi e atti in Procura: il caso dell’Ente Fiera di Messina

sabato 27 Novembre 2010 - 08:49

La storia: nel 2005 viene l’Ente ottiene un finanziamento per un progetto, lo redige un professionista che però non viene mai pagato per quanto fatto. Il progetto si arena, i soldi si perdono. E scattano i decreti ingiuntivi. Ma sugli incassi del 2010 nasce un giallo

La storia che vi raccontiamo sintetizza i “malcostumi” che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare gli enti pubblici nella nostra città. Andando subito al nocciolo: ci si lamenta sempre che non arrivano finanziamenti e che senza finanziamenti non si può fare nulla. Ma quando i finanziamenti arrivano, non si fa nulla lo stesso e si finisce per pagare, per giunta, 50 mila euro con una coda persino in Procura, chi si dovrebbe lamentare? L’amministratore dell’Ente, quale esso sia, o il cittadino, che deve assistere a queste assurdita? L’Ente in questione, nella vicenda di cui scriviamo oggi, è la Fiera di Messina: la storia ha radici nel passato e va raccontata passaggio per passaggio. Nel giugno 2005, con determina dell’allora commissario straordinario Nino Bartolotta, veniva dato incarico ad un professionista messinese di redigere un progetto per la realizzazione di un “sistema informatizzato di promozione delle aziende mediante Internet, realizzazione di servizi in rete informatica all’interno della cittadella fieristica e conseguimento della certificazione di qualità Iso 9001: 2000 dell’Ente Fiera”. Progetto regolarmente finanziato dalla Regione nel dicembre di quello stesso anno per ben 208.853 euro, di cui 155.750 per lavori, 3.115 per imprevisti e 49.987 euro per competenze. Il professionista incaricato dalla Fiera redige effettivamente il progetto e presenta regolare fattura per quasi 50 mila euro. Ma la Fiera non paga, perché non va avanti nel progetto, nonostante i finanziamenti già ottenuti e nonostante il lavoro fosse stato già eseguito. Mettiamoci pure i cambi di gestione avvenuti nel frattempo, prima con Giuseppe Grazia e poi con Fabio D’Amore, ed ecco che per il professionista messinese la speranza di vedersi riconosciuto il compenso per il lavoro fatto si riducono al lumicino, anche perché nel frattempo il finanziamento viene (e ovviamente) revocato.

Ogni tentativo di “conciliazione” provata realmente dal professionista si scontra con porte sbattute in faccia e inutili anticamere, così inevitabilmente la vicenda finisce in tribunale: il 26 marzo 2008 viene presentato ricorso e il 5 giugno 2008, esattamente tre anni dopo il conferimento dell’incarico da parte di Bartolotta, il Tribunale emette il primo decreto ingiuntivo da 50 mila euro. La Fiera? Non paga, manco a dirlo. E così il 1. agosto 2009 vengono pignorate le somme dell’incasso del primo giorno della Fiera Internazionale “dei record” targata D’Amore, per 16.860 euro. Restano da pagare circa 35 mila euro. Nuovo pignoramento? No, stavolta no. Perché le cose sono cambiate. La Fiera, infatti, con scrittura privata sottoscritta dal commissario D’Amore con la ditta “Il Botteghino”, cede la gestione della biglietteria della “Campionaria” alla ditta stessa, compresi gli incassi, per un corrispettivo di 500 mila euro. Il Tribunale, dunque, si rivolge alla Fiera ma il general manager della Fiera stessa risponde dichiarando di «ignorare dove i beni, ed in particolare il denaro di cui sopra, siano depositati».

Ed è qui che, secondo il Tribunale, viene fuori una “notitia criminis”: «Simile dichiarazione – si legge nel dispositivo – induce a reputare che il pagamento del corrispettivo contrattuale di 500 mila euro “de quo” sia già avvenuto. Ma se davvero sia già avvenuto, appare del tutto inverosimile che il general manager dell’Ente Fiera possa ignorare dove le somme siano state depositate: talchè, emergendo al riguard notitia criminis, va disposto che copia degli atti sia trasmessa alla locale Procura della Repubblica». Per il professionista protagonista di questa storia la strada per ottenere quanto gli spetta si fa tutta in salita. Così come in salita appare la strada per la rinascita dell’Ente Fiera, zavorrata da scelte sbagliate del passato e da un futuro ancora troppo incerto.

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