Una ventina le evacuazioni che verranno disposte, due saranno definitive a S. Margherita e S. Stefano Briga. Il sindaco è tornato in città da Palermo. Situazione critica anche a Mili San Marco, disagi in autostrada e nel centro città. Allagamenti al Comune e al Palagiustizia. Il secondo approdo è rimasto chiuso fino a poco prima delle 16, traffico in tilt in via La Farina
«La situazione va stabilizzandosi ed è comunque meno grave di quanto si pensasse in un primo momento». Così il sindaco Giuseppe Buzzanca, tornato stamattina da Palermo per affrontare da vicino la nuova emergenza, per fortuna ridimensionata rispetto a quella del 1. ottobre, verificatasi nella nostra città. Il forte maltempo di stanotte ha provocato frane e smottamenti e creato danni praticamente in tutta la città, con situazioni maggiormente critiche nella zona sud ed in particolare a Mili San Marco, S. Margherita e S. Stefano Briga. In questi ultimi centri due case sono state letteralmente distrutte dal fango. Due coniugi, Maria Benedetta Carroccio e Gaetano Caliri, entrambi di 40 anni, sono stati salvati la scorsa notte da un cugino che li ha aiutati ad abbandonare il loro appartamento a S. Stefano, investito da una frana. I due sono ricoverati al Policlinico, le loro condizioni di salute non sono preoccupanti.
Il loro è uno dei casi per cui l’evacuazione sarà definitiva. «Disporremo una ventina di evacuazioni precauzionali – ci spiega il sindaco Buzzanca, che stamani ha effettuato dei sopralluoghi – ma solo 2 o 3 saranno definitive. A S. Margherita, in particolare, disporremo l’evacuazione dal civico n. 22 al n. 50. Per quanto riguarda Mili S. Marco stiamo valutando, ma non credo sarà necessario evacuare. Su Mili S. Pietro ci stiamo raccordando con la Provincia. In ogni caso abbiamo già allestito il palasport di Mili utilizzato in occasione dell’alluvione del 1. ottobre. Chiederemo lo stato di calamità e che gli eventi di oggi e i danni relativi vengano inseriti nell’ordinanza OPCM già emanata per l’alluvione di ottobre». Il Coc (Centro operativo comunale) è stato attivato “virtualmente” già alle 2.30 di stanotte e operativamente, nella sede di Via Acireale, alle 3.20, con il sindaco che è stato informato in tempo reale su quanto stava accadendo. «L’episodio ha colpito maggiormente il centro città – ci spiega Samuele Mussillo, esperto della Protezione civile comunale – sono caduti quasi 100 millimetri di acqua in meno di due ore. Una cellula temporalesca molto simile a quella del 1. ottobre che si è formata in 15 minuti dal nulla». Il fenomeno, però, è in miglioramento, con la perturbazione che va spostandosi verso nord.
Ulteriori disagi sono stati provocati, fino alle 16 circa, dalla chiusura dell’approdo di Tremestieri. Il porto ha riaperto intorno alle 15.50. Nel frattempo il traffico è in tilt, in particolare in via La Farina, letteralmente invasa dai Tir, la cui coda adesso andrà smaltita nelle prossime ore.
Anche altre zone sono state interessate da movimenti franosi. Solo nella tarda mattinata, ad esempio, si è sbloccata la situazione a Cumia Inferiore e Superiore, rimaste isolate da stanotte. Un’auto è stata investita da una frana alle 5.30 del mattino e solo alle 9 è stata liberata, fortunatamente illeso un conducente. Un camion, invece, era sul punto di ribaltarsi nel torrente ma è stato scongiurato il peggio. A rimuovere i detriti, su segnalazione del consigliere di quartiere Cardile, i mezzi di Messinambiente. Problemi anche sul versante tirrenico e sulla Statale 113: nel tratto vicino al villaggio di Acqualadrone, diversi massi hanno divelto la rete di protezione della montagna e sono finiti in strada.
Incidente per alcuni tecnici della Provincia sulla Strada Provinciale 19 che collega Santa Teresa di Riva a Riniti, frazione di Casalvecchio. Il manto stradale è di colpo crollato intorno alle 05.30, e il cedimento ha di fatto bloccato la corsa del furgone sul quale i tre tecnici viaggiavano, facendolo arenare. Uno dei tre ha riportato ferite importanti ed è stato medicato con alcuni punti di sutura. I tecnici stavano vigilando sulla frana che isola da tempo cinque famiglie. In quel momento si stavano spostando per un cedimento di alcune pietre poco distante dal luogo in cui si trovavano. A Capo Alì, in zona Vallone Granci, invece, secondo quanto emerso, la strada statale dovrà rimanere chiusa per almeno 48 ore. Non basterà infatti risistemare le reti di protezione abbattute dai massi, ma sarà necessario intervenire sulla regimentazione delle acque a monte. Il consigliere provinciale Pippo Lombardo ha commentato sarcasticamente: «Il capo della Protezione Civile regionale, Pietro Lo Monaco, che non riteneva il progetto delle rampe d’emergenza di collegamento della ss114 con l’A/18 prioritario, è stato smentito dai fatti». Per buona parte della mattinata (fino alle 10.30 circa) è rimasta chiusa al transito dei mezzi pesanti la A/18 Messina-Catania, anch’essa interessata da smottamenti.
Disagi e allagamenti anche in città. Gli abitanti di Maregrosso hanno inscenato una protesta sul viale La Farina, effettuando un blocco stradale davanti alla chiesa di San Pietro e Paolo. Black-out elettrici hanno interessato diverse zone del centro. L’intero piano seminterrato del Palazzo di Giustizia è transennato da questa mattina: si sono verificati crolli di calcinacci nei corridoi e in alcune stanze. Allagamenti anche in diverse abitazioni e in molti edifici pubblici della città, anche in centro: tra questi il liceo classico La Farina, dove peraltro la corrente elettrica è tornata solo a metà mattinata. Allagata anche una parte di Palazzo Zanca e alcuni uffici dell’Università. In Home-page gli scatti di Dino Sturiale)
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