Si tratta di Alessandro e Dario Sucameli, figli del dirigente dell’ufficio tecnico comunale di Mazara, accusato di aver favorito la latitanza di alcuni boss
-In questi giorni si celebra il diciottesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino e decidiamo di onorare la sua memoria, quali figli di un imputato per mafia, testimoniando la nostra indignazione per lo scempio che del nostro nome ha fatto nostro padre e chiedendo scusa a quanti sono stati direttamente o indirettamente colpiti dalla sua azione criminosa-. Lo scrivono in una lettera al quotidiano ‘La Sicilia’ Alessandro e Dario Sucameli, figli dell’architetto Pino Sucameli, 62 anni, dirigente dell’ufficio tecnico comunale di Mazara del Vallo (Trapani) fino al 2007 quando venne coinvolto in indagini di mafia e accusato, tra l’altro, di aver favorito la latitanza di alcuni boss e di aver partecipato a summit con Toto’ Riina sulla strategia stragista di Cosa Nostra.
Pino Sucameli, attualmente detenuto, e’ stato anche condannato per traffico internazionale di stupefacenti ed e’ coinvolto in un inchiesta sull’eolico. I suoi figli spiegano di aver scritto la pubblica lettera di scuse -per dimostrare che la verita’ rende liberi; che l’amore e la testimonianza di uomini giusti sono in grado persino di rompere le barriere dell’omerta’ e il muro di quel marcio e malinteso senso dell’onore e della famiglia che tanto e tutto giustifica-.
Un gesto certamente significativo, anche perché proveniente dal mondo giovanile. Quell’universo complesso, troppo spesso criticato e forse non compreso, che anche nella nostra città ha voluto ricordare il magistrato organizzando una fiaccolata alla quale hanno partecipato anche alcune autorità cittadine. In photogallery alcuni scatti dell’iniziativa
