Nella giornata di oggi l'impianto gestito da Messinambiente è rimasto chiuso. A prendere fuoco i rifiuti che domani sarebbero stati trasportati in discarica
Confermata la matrice dolosa dell’incendio scoppiato in serata alla piattaforma rifiuti di Pace, che nella giornata di oggi era rimasta chiusa. Ad essere dati alla fiamme l’immondizia scaricata la notte scorsa dagli auto-compattatori di Messinambiente e che domani mattina sarebbe stata trasportata in discarica. Improbabile infatti che nel mese di novembre si sia innescato un fenomeno di autocombustione che abbia favorito la formazione di un rogo tra la spazzatura. L’intervento immediato dei vigili del fuoco, ancora sul posto per accertare il completo spegnimento delle fiamme, ha evitato che venissero danneggiati i mezzi utilizzati dalla società raccolta rifiuti per la pulizia dei cassonetti. Nessun danno “materiale” dunque per l’azienda dell’ex-presidente Nino Dalmazio, ma la conferma, quella sì, che da più parti c’è chi non condivide l’operato fin qui svolto dalla società di via Dogali. Lo scorso 8 novembre, infatti, qualcuno si introdusse all’interno del parcheggio dell’impianto di Pace e tagliò le condutture del gasolio, dell’impianto frenante ed alcuni cavi elettrici di un auto compattatore Fiat Iveco. Ad accorgersi dell’attentato fu un autista che intorno alle 6 salì sul mezzo e notò la manomissione. Per Messinambiente si conferma insomma un periodo decisamente non facile. Mercoledì intanto è stata indetta l’assemblea dei soci per ratificare le dimissioni di Dalmazio e procedere alla nomina di un nuovo “reggente”. La società ha inoltre formulato ricorso contro il bando per l’affidamento del servizio redatto dall’Ato3.
l’immagine non si riferisce al rogo scoppiato all’impianto di Pace
