Nuovi sviluppi nell’inchiesta della Procura di Messina sull’alluvione del primo ottobre scorso che ha provocato 37 morti. I Carabinieri del Reparto Operativo sono tornati a Palazzo Zanca dove hanno eseguito una corposa acquisizione di atti. Documenti particolarmente importanti perché riguardano gli interventi di messa in sicurezza effettuati a Giampilieri Superiore e nei villaggi limitrofi dopo il violento nubifragio del 25 ottobre 2007 che rappresentò una sorta di campanello di allarme non raccolto.
I Carabinieri hanno acquisito l’intera documentazione relativa agli affidamenti diretti per la messa in sicurezza ed agli altri lavori eseguiti da alcune imprese subito dopo l’alluvione del 2007. Un aspetto che si collega direttamente con il disastro ed i morti del primo ottobre scorso. Molti, infatti, hanno tirato in ballo i mancati interventi o l’inadeguatezza delle opere eseguite dopo il nubifragio di tre anni fa. I Carabinieri stamani hanno acquisito anche la documentazione relativa al piano di messa in sicurezza messa a punto dalla Protezione Civile Regionale per Giampilieri Superiore, Scaletta Zanclea e gli altri villaggi della zona sud. Un piano già contestato dagli abitanti di Giampilieri dopo il maltempo dei giorni scorsi.
Tutti i documenti acquisiti dai Carabinieri finiranno nel fascicolo aperto dai sostituti procuratore Adriana Sciglio e Francesca Ciranna e dai procuratori aggiunti Vincenzo Barbaro e Franco Langher. Nei giorni scorsi i periti nominati dalla Procura avevano chiesto altri quattro mesi di tempo per consegnare le loro conclusioni. Le perizie finiranno sui tavoli dei magistrati entro il mese di giugno.
