Dopo qualche mite segnale d'apertura, torna a complicarsi la vertenza degli addetti al servizio ristorazione dell'azienda ospedaliera universitaria.
E’ di nuovo guerra aperta tra i vertici della Ristorazione srl – azienda appaltatrice del servizio mensa all’interno del Policlinico – e i 74 lavoratori, il 60% dei quali rischia di perdere il posto di lavoro.
Dopo qualche confortante segnale d’apertura in seguito ai vari incontri con le organizzazioni sindacali e il direttore generale del Policlinico, Giuseppe Pecoraro e all’intervento del Prefetto, Francesco Alecci, torna a rabbuirasi il futuro occupazionale degi addetti alla mensa della struttura universitaria.
In una lettera dai ton durissimi inviata a tutte le oragnizzazioni sindacali, a Pecoraro, ai lavoratori e al Prefetto, la Ristorazione srl non risparmia accuse ai propri ipendenti e ribadisce la necessità di effettuare tagli agli attuali livelli occupazionali.
“In questa situazione -scrivono i responsabili dell’azienda – stiamo assistendo ad uno svotamento progressivo e costante delle nostre funzioni direttivo- organzizzative. Il risultato è, ad oggi, un processo lento ed inesorabile di boicottaggio sistematico di tutte le operazioni , dalla produzione, allo smistamento, alla consegna e quant’altro previsto per il regolare funzionamento dell’appalto. Le contiune relazioni che ci pervengono si legge ancora testaulemnte nel documento- ci inducono a pensare che l’attuale organigramma livello /mansione è inapplicabile e da azzerare in quanto non vi sono professionalità tali da portare a termine la mansioni loro affidate o, cosa più probabile e nel contempo inaccetabile, che i lavoratori stiano deliberatamente rallentando e alterando il normale ciclo produttivo”.
Boicottaggio e mancanza di professionalità. Accuse pesantissime e fuori da ogni logica, secondo l’OrSa, che vanta la maggiore rappresentatività sindacale in seno all’azienda e che è immediatamente scesa in campo a tutela dei lavoratori.
In tanti anni di attività – scrive il sindacato in un comunicato – non ci era mai capitato di affrontare contenziosi sindacali in cui il datore di lavoro pur di raggiungere l’obiettivo del taglio al costo del lavoro non esita a scagliarsi contro i propri dipendenti accusandoli ufficialmente, nero su bianco. Istigare tatticamente i lavoratori per indurli alla reazione incontrollata – continua il documento- non è il sistema migliore per affrontare i periodi di crisi, se la SR Ristorazione pensa di liquidare 40 posti di lavoro a Messina, provocando i lavoratori attraverso la denigrazione della loro rispettabilità e professionalità, dovrà confrontarsi con la mobilitazione dei lavoratori dell’OrSA di ogni settore che non esiteranno a sostenere i colleghi nella lotta per la tutela dell’occupazione e della dignità” .
Dopo aver precisato di aver “provveduto a denunciare il deprecabile evento nelle sedi opportune”, il sindacato ha già annunciato di aver provlamato anche “lo stato di agitazione di tutto il personale”.
