I sindacati si schierano compatti contro l’esclusione del servizio di trasporto tra Sicilia e Calabria dal contratto nazionale delle attività ferroviarie: non compaiono più alcune figure professionali del personale navigante. In attesa di risposta si annuncia la mobilitazione
Le acque dello Stretto sembrano destinate a rimanere agitate. Si torna a parlare infatti di navigazione dello Stretto, ed in particolare della dismissione attuata da Rfi. Le sigle sindacali di categoria, confederali e autonome, unitamente alla RSU32, si dicono infatti preoccupate per il futuro che Federtrasporto vuole riservare al servizio di navigazione ferroviaria. Dalle notizie che giungono nel territorio, sembra infatti che l’intenzione aziendale sia quella di escludere il servizio garantito tra Sicilia e Calabria, dal Contratto Nazionale delle Attività Ferroviarie. Timore che secondo i sindacati trova conferma nelle ipotesi di Scala Classificatoria sottoposta all’attenzione delle Segreterie Nazionali in indirizzo dove non compaiono le figure professionali del personale navigante.
“La sterile argomentazione che Federtrasporto pone a sostegno dell’inedita proposta – scrivono i sindacalisti – si limiterebbe alla difficoltà tecnica di inserire le “anomale” qualifiche dei naviganti nel contesto generale del mondo ferroviario ma all’attento osservatore non sfugge che dietro tale paravento si cela l’annoso obiettivo della Holding aziendale di chiudere definitivamente la partita con il servizio ferroviario marittimo”. Il dubbio/sospetto delle organizzazioni sindacali è dunque quello di un possibile declassamento preventivo del personale per agevolare l’esternalizzazione del servizio navigazione.
“ Crediamo indispensabile – affermano – un nostro coinvolgimento fattivo e tempestivo in merito alle eventuali modifiche organizzative che avranno inevitabili ricadute sui livelli occupazionali del settore. L’esperienza di partenerschip vissuta con l’azienda “Metromare dello Stretto”, (A.T.I. RFI/Ustica Lines per il trasporto veloce offerto ai pendolari), non lascia presagire nulla di positivo visto che le sovvenzioni Statali, ottenute con le lotte dei ferrovieri, sono gestite nella quasi totalità dal partner privato Ustica Lines che fornisce tre unità navali delle cinque previste e ne affitta periodicamente una, a caro prezzo, a RFI quando uno dei nostri mezzi veloci è fermo per lavorazioni improvvise e/o programmate. L’autarchico quadro organizzativo dell’azienda Metromare dello Stretto trova il culmine del libertinaggio nell’applicazione di un illecito dumping contrattuale che vede lavoratori della stessa impresa trattati con salari e contratti diversificati a secondo dell’azienda di appartenenza, anomalia che imprime il timore di un prossimo livellamento al ribasso, con i ferrovieri nel ruolo di vittime predestinate” .
Per cancellare ogni dubbio, i rappresentanti dei lavoratori chiedono alle segreterie Nazionali in indirizzo a sgombrare il campo da eventuali “malintesi” ponendo come indiscutibile pregiudiziale per il proseguimento della trattativa l’inserimento del Settore Navigazione nel CCNL delle Attività Ferroviarie: “Riteniamo sia giunto il momento di mettere fine a questo eterno gioco al ribasso che l’azienda perpetra da anni e pertantoi annunciamo la mobilitazione permanente dei lavoratori del settore che saranno protagonisti anche di manifestazioni eclatanti per garantire i seguenti obiettivi in sede di trattativa nazionale”.
Queste le richieste dei sindacati: mantenimento del settore navigazione nel CCNL delle Attività Ferroviarie; rimodulazione della scala classificatoria volta al livellamento delle qualifiche marittime con il resto delle realtà ferroviarie: come previsto nel CCNL A.F 2003 per le qualifiche corrispondenti, anche il personale navigante proveniente dall’ex parametro 122 alla data dell’1.8.2003 deve essere inquadrato in area “G”, mentre il personale marittimo -ex parametro 167 della IV area funzionale del previgente CCNL 6.2.1998 (Tecnici) ha diritto all’inquadramento in area “D”. Diverse soluzioni sarebbero discriminanti nei confronti del personale navigante; inserimento del Turno Particolare nel nuovo CCNL di settore per la regolamentazione del precariato marittimo, attualmente gestito da RFI con dinamiche da “call center” che non garantiscono la rotazione del personale e l’adeguata familiarizzazione con gli impianti, pertanto, espongono a rischio la sicurezza della navigazione.
