“In viaggio” tra le frane della zona sud. Mili Marina, Mili San Marco, S.Stefano Briga. Messina ripiomba nell’incubo del 1.ottobre

“In viaggio” tra le frane della zona sud. Mili Marina, Mili San Marco, S.Stefano Briga. Messina ripiomba nell’incubo del 1.ottobre

“In viaggio” tra le frane della zona sud. Mili Marina, Mili San Marco, S.Stefano Briga. Messina ripiomba nell’incubo del 1.ottobre

mercoledì 10 Marzo 2010 - 14:50

Cliccando su photogallery la “cronaca-fotografica” di una mattinata vissuta tra i centri più colpiti dal maltempo di questa notte

Diversi i nomi dei paesi, non nuove le immagini e la cronaca di una mattinata vissuta tra i centri di Messina sud ancora una volta messi in ginocchio dal maltempo. Erano le 2.30 della scorsa notte quando la città è stata investita da una nuova eccezionale perturbazione caratterizzata da violente raffiche di scirocco e piogge torrenziali, che per qualche ora hanno fatto ripiombare il nostro territorio nell’incubo di quattro mesi fa. Ancora una volta, purtroppo, i danni e i disagi maggiori infatti stati registrati sul versante ionico dove la terra delle colline è tornata a franare sotto il peso dell’acqua.

Questa mattina, dunque, insieme a Dino Sturiale, un nuovo viaggio tra gli stretti vicoli di quegli antichi villaggi che sembrano non poter avere tregua. Mili Marina, Mili San Marco e poi ancora S.Stefano Briga e Santa Margherita. Le tappe di un “tour” che dopo avervi raccontato attraverso aggiornamenti, flash e notizie dell’ultima ora, “in diretta” dai luoghi investiti dal maltempo, vi documentiamo anche attraverso i tanti scatti che troverete su photogallery e che rendono bene l’idea della tormentata notte vissuta dai cittadini di Messina sud, ormai capaci di “fiutare” il pericolo che si nasconde silenzioso tra le pieghe di quelle colline.

Appena superato il molo di Tremestieri (per tutta la mattinata rimasto chiuso), in località Mili Marina sono visibili le prime casacche colorate (gialle o arancioni) indossate dagli uomini della protezione civile, e i primi mezzi dei vigili del fuoco: a distanza di qualche metro si intravedono i cittadini intenti a spalare enormi quantità di fango per liberare gli usci delle proprie abitazioni o delle proprie attività commerciali. Indossano resistenti stivali in gomma alti fin su le ginocchia, puliscono e spazzano un tratto di marciapiede, percorrono qualche metro per fare lo stesso in un altro punto, ma poco dopo sono costretti a tornare indietro perché il fango continua a scendere veloce dalle pareti che fiancheggiano la carreggiata. Scene che negli ultimi mesi ci è capitato spesso di raccontare ed immortalare.

La prima fermata è al villaggio di Mili San Marco, il più colpito dalle piogge torrenziali di questa notte. A testimoniarlo la presenza dei “numeri uno” di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Comune, e soprattutto dei tanti volontari che si danno il cambio per cercare di liberare al più presto le strade invase dal fango. Un lavoro che sicuramente richiederà del tempo visto che, così come documentano le immagini, la piazza del villaggio, una sorta di “conca” al centro di Mili San Marco, ha costituito una vasca di raccolta per la terra scesa giù dalla minacciosa collina sovrastante. Una massa di fanghiglia scivolata alle 2.30 della scorsa notte, con una forza per fortuna non paragonabile a quella che ha travolto Giampilieri e dintorni. Unanimi i commenti degli abitanti che affacciati alla ringhiera delle strada osservano i mezzi che cercano di spostare il fango ai bordi della piazza: «Il percorso seguito dalla frana è uguale a quello degli smottamenti del 1978 e del 1996». Un pericolo dunque, quello vissuto nella notte appena trascorsa che i cittadini considerano per certi aspetti prevedibile data la mancanza di interventi sulla parete collinare dove sono ancora tanti i punti da monitorare e tenere sotto controllo (vedi foto). Pochi più avanti in contrada Molino, raggiungibile solo oltrepassando il torrente “gonfio” di acqua piovana e detriti attraverso una tavola di legno (un ponte improvvisato ndr), incontriamo la famiglia Costantino la cui abitazione è stata letteralmente invasa dal fango e risulta tutt’ora isolata: «Dopo l’esperienza di ottobre ci siamo messi al sicuro ed infatti non abbiamo trascorso la notte qui. Questa mattina siamo venuti a verificare la situazione e abbiamo trovato ciò che già ci aspettavamo, il caos totale e una casa diventata un tutt’uno con la montagna».

Tragedia sfiorata per un soffio anche a Santo Stefano Briga dove l’abitazione dei coniugi Gaetano Caliri e Maria Carroccio è stata travolta dal fango intorno alle 3.40. Nel buio un fragoroso tonfo, poi le grida d’aiuto e il tempestivo intervento del cugino di Caliri, Vicenzo Gozzo che ha permesso di salvare la vita alla donna imprigionata sotto il peso del fango (in home-page l’intervista completa). Situazione sotto controllo a Galati Marina, dove il fango per strada e la fognatura intasata che trova scolo naturale lungo la carreggiata (diventata un torrente accanto al torrente) sono purtroppo ormai diventate immagini di routine: «Ancora aspettiamo che la provincia intervenga» afferma con rassegnazione uno dei residenti del villaggio.

Scene simili a Santa Margherita dove l’asfalto non è più grigio ma color terra, quella che scende giù dalle colline a ridosso dell’autostrada, attraversa la strada e poi finisce in mare. Mare anch’esso diventato torbido come quella terra che, giorno dopo giorno, sembra sempre meno disposta a sopportare e trattenere il peso delle piogge torrenziali.

SU PHOTOGALLERY IL REPORTAGE COMPLETO DI DINO STURIALE. IN HOME-PAGE LA PIAZZA DI MILI SAN MARCO E LA CASA DI S.STEFANO BRIGA

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