Etna. Colata lavica nella Valle del Bove, "attivate misure di prevenzione"

Etna. Colata lavica nella Valle del Bove, “attivate misure di prevenzione”

Gianluca Santisi

Etna. Colata lavica nella Valle del Bove, “attivate misure di prevenzione”

venerdì 02 Gennaio 2026 - 16:47

Il fronte lavico è a 5 km dal centro abitato più vicino ma non si rilevano rischi. Chiusa la strada di Pietracannone a Milo. I sindaci di Zafferana e S. Alfio sono stati invitati a limitare gli accessi dei visitatori

Il Capo del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Sicilia, Salvo Cocina, ha fatto il punto questo pomeriggio sull’attività in corso a seguito della colata lavica in atto nella Valle del Bove, sul versante orientale dell’Etna. Cocina ha fatto riferimento alle informazioni sono fornite dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dal Corpo Forestale della Regione Siciliana.

La situazione della nuova colata

Il fronte lavico sta avanzando lentamente nella Valle del Bove e ha raggiunto la quota di circa 1.420 metri sul livello del mare, a est del rilievo di Rocca Musarra. L’estensione massima del campo lavico è attualmente stimata in circa 2,8 km; la distanza del fronte lavico dal centro abitato più vicino, Fornazzo, è di circa 5 km.

Rischi per i visitatori

“Alla luce delle attuali condizioni morfologiche dell’area – sottolinea il capo della protezione civile regionale – caratterizzata da bassa pendenza, non si rilevano al momento rischi di impatti diretti sui centri abitati né sulle infrastrutture. Permangono tuttavia significative criticità potenziali legate all’afflusso di visitatori, con possibili ripercussioni sulla viabilità della SP Mareneve e sul transito dei mezzi di soccorso, nonché rischi per la sicurezza di escursionisti non adeguatamente equipaggiati che tentino di avvicinarsi al fronte lavico.

Chiusa la strada di Pietracannone

Intanto, il Comune di Milo, sentito il capo Dipartimento della Protezione Civile regionale, ha adottato un’ordinanza di regolamentazione e di interdizione dell’accesso dalla strada di Pietracannone, diramazione della SP Mareneve.
L’accesso è consentito esclusivamente con guide vulcanologiche abilitate, in gruppi non superiori a 10 persone, dotati di idonea attrezzatura tecnica e di sistemi di comunicazione radio. Divieto a partire dall’imbrunire.

Al Rifugio Citelli si va verso limitazione degli accessi

Un ulteriore flusso di visitatori si sta sviluppando dall’area del Rifugio Citelli, caratterizzata da condizioni morfologiche più accidentate e potenzialmente pericolose. Per tale ragione, il sindaco di Sant’Alfio è stato ora invitato all’adozione di una idonea ordinanza di limitazione degli accessi. Analogo invito è rivolto al sindaco di Zafferana, comune in cui ricade gran parte della Valle.

Cocina ha inoltre convocato un tavolo tecnico in videoconferenza con tutti gli enti competenti per la valutazione dell’efficacia delle misure adottate e di quelle eventualmente da adottare, in relazione all’evoluzione del fenomeno.

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