Detenuto messinese morto in carcere, caso Lauria sotto la lente del ministro della Giustizia

Detenuto messinese morto in carcere, caso Lauria sotto la lente del ministro della Giustizia

Alessandra Serio

Detenuto messinese morto in carcere, caso Lauria sotto la lente del ministro della Giustizia

sabato 19 Settembre 2026 - 07:30

Il Guardasigilli risponde ad una delle 3 interrogazioni parlamentari dopo la denuncia di mamma Michela sulla morte di Ivan

A due anni dalla morte del figlio, la madre e gli altri familiari di Ivan Lauria attendono di avere chiarezza sul caso del giovane detenuto. Dopo la lettera del presidente Mattarella alla mamma e tre interrogazioni parlamentari, arriva una prima risposta dal ministro della Giustizia sul caso del 28enne scomparso in carcere a Catanzaro a novembre 2024. L’indagine della Procura calabrese intanto è ancora in corso.

La morte in cella nel 2024, l’indagine ancora aperta

Il Guardasigilli Nordio ha risposto per iscritto all’interrogazione del deputato Riccardo Magi (+Europa), spiegando che il ministero ha acquisito una approfondita relazione sulla vicenda, ricostruendo i passaggi che hanno preceduto la morte di Ivan. L’ispezione ministeriale è stata disposta a marzo 2025, ed a luglio scorso via Arenula ha chiesto alla Procura di Catanzaro gli esiti degli accertamenti disposti sul caso. Il dossier del medico legale che ha effettuato l’autopsia sul corpo di Ivan Lauria è stata depositata a febbraio 2026. Prima dell’estate i legali della famiglia – l’avvocato Pietro Ruggeri che assiste mamma Michela Lauria e il collega Giuseppe Serafino per la zia – hanno chiesto lumi sullo stato del procedimento, ancora aperto senza iscrizione nel registro degli indagati e senza che siano stati effettuati ulteriori accertamenti, per quel che è possibile conoscere. Anche il Guardasigilli, dunque, ad oggi attende risposte dalla magistratura calabrese.

L’ispezione ministeriale e le interrogazioni parlamentari sul caso messinese

I fari del ministero comunque sono accesi ed ora la famiglia spera che qualcos’altro si muove, visto che il dicastero deve ancora rispondere alla terza interrogazione parlamentare presentata sul caso del detenuto messinese. Dopo la deputata Debora Serracchiani (Pd) alla fine del 2024 e Riccardo Magi il 14 luglio scorso al quale il Guardasigilli ha risposto lo scorso 16 settembre, anche la senatrice Ilaria Cucchi (Avs) il 15 luglio scorso, ha firmato una interrogazione nella quale sollecita risposte sulla vicenda.

La battaglia di mamma Michela non si ferma

L’intervento del ministro conforta mamma Michela (che in questa intervista a Silvia De Domenico ricostruisce la sua battaglia e la storia di Ivan), che però non si arrenderà fino a quando non avrà chiarezza su cosa si è portato via suo figlio di appena 28 anni. “Ivan aveva tanti problemi – aveva spiegato mamma – ma era ancora giovane e aveva tutta la vita davanti per cambiare strada, salvarsi. In carcere era affidato alla tutela Stato, invece è morto”. Il ragazzo è spirato il 15 novembre scorso nel carcere di Catanzaro e la madre ha scoperto che era stato trasferito lì soltanto il giorno dopo, quando è stata avvisata del decesso. Il referto medico parla di un arresto cardio circolatorio senza altri accenni ma secondo la mamma sul corpo del ragazzo c’erano i segni di un pestaggio. Oltre alle circostanze relative alle ultime ore di Ivan, Michela Lauria e l’avvocato Ruggeri vogliono capire perché, malgrado le sue condizioni, il ragazzo era ancora dietro le sbarre.

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