Decreto Sicurezza, Art.1 ai consigli comunali: "Imitiamo Palermo e Torino" - Tempostretto

Decreto Sicurezza, Art.1 ai consigli comunali: “Imitiamo Palermo e Torino”

Decreto Sicurezza, Art.1 ai consigli comunali: “Imitiamo Palermo e Torino”

venerdì 09 Novembre 2018 - 06:54

Il coordinatore Domenico Siracusano si rivolge ai consigli comunali messinesi, non solo della città, per chiedere di votare un ordine del giorno per bloccare le misure inserite nel decreto votato in Senato.

«Dopo l’approvazione da parte del Senato, appare sempre più evidente che la finalità di questo cosiddetto “Decreto Sicurezza” non è limitare le situazioni di irregolarità anzi è esasperare le paure e le tensioni sociali». A dirlo è il coordinatore diArticolo 1 Domenico Siracusano che anche a Messina lancia un appello al consiglio comunale per provare a replicare la risposta già data altre città italiane tra cui Palermo e Torino.

Per Articolo 1 la cancellazione della protezione umanitaria lascerà senza uno status legale migliaia di richiedenti asilo vittime di tratta e minori non accompagnati, privandoli della possibilità di accedere ad un permesso di soggiorno umanitario. Con le nuove disposizioni moltissimi dei minori, al compimento del 18° anno di età, rischiano di uscire dai percorsi di accoglienza e di finire in strada. Anche molte vittime di tratta, che ottenevano il permesso di soggiorno per motivi umanitari e la possibilità di permanere legalmente sul territorio italiano e saranno costretti ad una sorta di “irregolarità di stato” con il rischio di cadere nelle mani della criminalità.

«Il testo approvato punta poi a smantellare proprio quella parte del sistema di accoglienza, il Sistema SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), gestito dai Comuni, che ha realizzato risposte ordinarie e strutturate, e non emergenziali con percorsi di integrazione ed interazione reale ed efficace. Un sistema fondato sulle piccole accoglienze, anche in famiglia, mentre il provvedimento esitato dal Senato punta su grandi strutture (tra l’altro abbassando il da 35 a 19 euro il contributo per i CAS si favoriranno le imprese senza scrupoli), con solo vitto e alloggio, gestite da privati con il supporto delle forze dell’ordine, spesso lontani dei centri abitati, con il rischio di realizzare strutture detentive etniche, incrementando così tensioni sociali.

Si va, quindi, verso la sostanziale cancellazione del sistema statale di accoglienza, in violazione della Direttiva n.33 del 2013 in materia di accoglienza dei richiedenti asilo che potrebbe comportare l’apertura dell’ennesima procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Di fronte a questo stato di cose i Consigli Comunali delle città di Torino, Bologna, Firenze e Palermo, hanno approvato Ordini del Giorno finalizzati a bloccare le nuove misure previste e difendere il sistema Sprar, impegnando i Sindaci a chiedere al Ministro dell'Interno e al Governo di sospendere, in via transitoria fino a conclusione dell'iter parlamentare, e ad aprire un confronto con le città italiane, al fine di valutare le ricadute concrete di tale Decreto Legge sull'impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori.

Anche nella Provincia di Messina –continua Siracusano- numerosi Comuni hanno attivato esperienze positive del Sistema SPRAR, sarebbe fondamentale che anche dai Consigli Comunali del nostro territorio, a partire dal capoluogo, si desse un segnale forte e chiaro che nella direzione dell’accoglienza responsabile e della vera sicurezza».

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