Pur senza un'ondata di calore, il fenomeno è destinato a durare, in particolare a Messina e Catania. E fa la differenza rispetto al passato
Anche nei prossimi giorni le regioni del Sud rimarranno sotto la protezione di un solido promontorio subtropicale, caratterizzato da valori di geopotenziale molto elevati in quota. Questo garantirà cieli sereni o poco nuvolosi, con il passaggio di qualche velatura alta, e un progressivo aumento delle temperature. Le massime si porteranno diffusamente tra i +28°C e i +32°C su gran parte del Centro-Sud, con picchi localmente superiori nelle zone interne di Sicilia, Puglia, Basilicata e Sardegna. Ma non saranno tanto i valori termici assoluti a creare disagio, quanto l’elevata umidità relativa, spesso superiore al 60-70% anche nelle ore più calde del giorno.
Effetto afa in aumento
In queste condizioni l’aria è già satura di vapore acqueo, e questo ostacola fortemente l’evaporazione del sudore sulla pelle. Il corpo umano fatica a dissipare il calore, con la conseguenza che la temperatura percepita risulta di diversi gradi superiore a quella reale. Nelle città costiere e nelle pianure del Sud la sensazione di afa diventerà marcata già dal tardo mattino, rendendo le giornate più pesanti e opprimenti di quanto i termometri lascerebbero intendere.
Ecco come i mari sempre più caldi stanno modificando l’estate mediterranea
Uno degli elementi più determinanti di questa fase è rappresentato dalle temperature del Mar Mediterraneo. Il basso Tirreno si attesta già intorno ai +24°C, mentre entro il prossimo weekend, nell’area delle Isole Eolie, si arriverà a toccare i +25°C +26°C. Parliamo di valori da pieno agosto, eppure siamo solo a inizio giugno.

Il mare sta agendo come un vero e proprio serbatoio di calore: assorbe enormi quantità di energia solare durante il giorno e la restituisce gradualmente all’atmosfera, soprattutto nelle ore notturne e nelle prime del mattino. Questo meccanismo impedisce un adeguato raffreddamento notturno e arricchisce ulteriormente i bassi strati dell’atmosfera di umidità attraverso l’evaporazione.
Messina sarà tra le città più influenzate da questo fenomeno, ancora di più di Catania, che di notte viene mitigata dalle piccole brezze che scendono dalle colline ai piedi dell’Etna. Situata proprio di fronte al Tirreno caldo, la città peloritana vedrà il mare agire come una “stufa” naturale. Le brezze marine da Nord-Nord/est, invece di portare sollievo, trasporteranno aria calda e umida verso l’abitato, mantenendo le temperature elevate anche dopo il tramonto. Le minime difficilmente scenderanno sotto i +22°C lungo la costa, favorendo frequenti notti tropicali. Molto più frequenti rispetto agli scorsi decenni, solo Messina ne conta 120 giorni l’anno.
Solo nella zona Sud, lungo gli ampi valloni, e nell’estrema zona Nord affacciata al Tirreno, dove il territorio è maggiormente boscato e meno urbanizzato, ancora durante la notte agirà una flebile brezza da monte che porta un pochino di frescura dalle pinete e dalle campagne circostanti (che rimangono per molto tempo in ombra).
Ecco perché fa caldo pur senza una vera onda di calore
Il mare caldo funge quindi da amplificatore termico. Anche in assenza di una vera e propria ondata di calore africana con aria rovente in quota, le temperature diurne si manterranno su livelli estivi elevati, sostenute proprio dal contributo energetico del bacino mediterraneo. Questa è la vera differenza con le tradizionali estati degli anni 70’, quando le acque del Tirreno a giugno a malapena superavano i +21°C +22°C.
Oggi invece, con un Mediterraneo che si scalda sempre più precocemente, il caldo diventa più umido, appiccicoso e persistente, reso ancora più intenso dal Tirreno che, giorno dopo giorno, continua a scaldarsi. Ed entro il prossimo fine settimana si potranno raggiungere valori fino a +25°C +26°C nell’area delle Eolie.

