Femminicidio Zinnanti, i familiari: "La morte di Daniela un monito sulle falle nei controlli"

Femminicidio Zinnanti, i familiari: “La morte di Daniela un monito sulle falle nei controlli”

Redazione

Femminicidio Zinnanti, i familiari: “La morte di Daniela un monito sulle falle nei controlli”

domenica 13 Settembre 2026 - 11:33

La nota della famiglia della donna uccisa a Messina, mentre si stanno chiudendo le indagini

MESSINA – Nota della famiglia sulla ormai vicina chiusura delle indagini sul femminicidio di Daniela Zinnanti. Al centro della riflessione questo pensiero: “La memoria di Daniela impone che sia fatta totale giustizia e che la sua vicenda rimanga un monito severo sulle falle del sistema di controllo dei soggetti violenti, affinché nessun’altra donna debba subire lo stesso destino. L’uomo che l’ha uccisa era già noto per la sua pericolosità e si trovava agli arresti domiciliari”.

I familiari di Daniela Zinnanti: “Resta il dolore per un delitto che si doveva e poteva evitare”

Ecco cosa scrivono i familiari della donna vittima di femminicidio: “In attesa della chiusura delle indagini la famiglia di Daniela Zinnanti intende esprimere la propria posizione in questo momento di doloroso ma fondamentale passaggio. In primo luogo, desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento alla magistratura, alla Squadra mobile e a tutti gli inquirenti. Il loro lavoro rigoroso sta permettendo di ricostruire con precisione la dinamica e la brutale ferocia dell’aggressione subita da Daniela all’interno della sua abitazione di via Lombardia. Quanto emerso dalle indagini e dai riscontri autoptici restituisce una verità oggettiva che cancella ogni dubbio sulle responsabilità di quanto accaduto”.

Continua la nota della famiglia: “L’imminente conclusione delle indagini rappresenta per noi un passaggio cruciale verso il processo. Nessun verdetto e nessuna pena potranno mai colmare il vuoto devastante lasciato dalla perdita di Daniela, strappata all’affetto dei suoi figli e dei suoi cari. Resta tuttavia il profondo dolore per un delitto che si doveva e si poteva evitare. Daniela aveva denunciato; l’uomo che l’ha uccisa era già noto per la sua pericolosità e si trovava agli arresti domiciliari. La sua morte dimostra, drammaticamente, il fallimento dei meccanismi di protezione che avrebbero dovuto difenderla. Ci auguriamo che, una volta formalizzata la chiusura delle indagini, il percorso giudiziario prosegua nei tempi più rapidi possibili e che la fermezza della legge trovi la massima applicazione, senza sconti di pena. La memoria di Daniela impone che sia fatta totale giustizia e che la sua vicenda rimanga un monito severo sulle falle del sistema di controllo dei soggetti violenti, affinché nessun’altra donna debba subire lo stesso destino”.

“Chiediamo infine agli organi di informazione e all’opinione pubblica di continuare a rispettare il dolore della famiglia, mantenendo l’attenzione sul rigore del futuro dibattimento in tribunale ed evitando ogni forma di speculazione. Fiduciosi nella giustizia, attenderemo l’avvio della fase processuale”.

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