Femminicidio Zinnanti, l'autopsia svela la ferocia sul corpo di Daniela

Femminicidio Zinnanti, l’autopsia svela la ferocia sul corpo di Daniela

Alessandra Serio

Femminicidio Zinnanti, l’autopsia svela la ferocia sul corpo di Daniela

venerdì 11 Settembre 2026 - 18:21

Inchiesta ad una prima svolta, mentre Santo Bonfiglio resta in carcere e si prepara al processo per maltrattamenti

Messina – Arriva ad una prima svolta l’inchiesta sulla morte di Daniela Zinnanti, uccisa da Santo Bonfiglio il 9 marzo scorso nella sua abitazione di via Lombardia a Provinciale. E’ stato infatti depositato il dossier del medico legale Alessio Asmundo, che ripercorre come è morta la donna. Dal punto di vista procedurale vuol dire che il processo per Bonfiglio è più vicino. Intanto il camionista, in carcere a Caltanissetta, lunedì prossimo 14 settembre comparirà davanti al giudice per il processo per la precedente aggressione a Daniela, che lo aveva denunciato per violenza e lesioni.

Il femminicidio e l’arresto

Santino Bonfiglio, arrestato dalla Polizia il giorno dopo il femminicidio, ha confessato gran parte della dinamica del delitto. Il suo agghiacciante racconto della brutale aggressione a Daniela, subito dopo la quale è uscito dall’appartamento lasciandola agonizzante in una pozza di sangue ed è tornato a casa a dormire, trova conferma nell’autopsia effettuata dal dottor Asmundo sul corpo martoriato della donna.

Nell’autopsia il racconto di una violenza brutale

Oltre 30 i colpi inflitti alla donna dal camionista, aveva stimato il medico legale già dopo la prima ispezione. Adesso, nero su bianco, c’è il racconto del femminicidio, che è sul tavolo della Procura per le valutazioni del caso. Bonfiglio, scrive il medico legale, ha colpito Daniela alla testa almeno tre volte – altri due colpi la donna era forse riuscita a schivarli, con quel tondino di ferro da 88 cm trovato all’esterno dell’appartamento, usato anche per rompere la finestra. Dopo averla stordita ha usato lo stesso ferro, del tipo usato in edilizia, conficcandolo per tre volte nel collo di Daniela, ma destra verso sinistra. Si è poi accanito sul corpo di lei anche col coltellaccio da cucina che aveva portato con sé, – della lama di circa 3 cm, secondo il dottor Asmundo – lesionandole un polmone e lo stomaco. Ferite letali, spiega il medico legale. Anche a questo punto però il camionista non si è fermato, ed è tornato a infierire sul corpo ormai senza vita di Daniela – lo indicherebbe il fatto che alcune delle ferite sono “senza sangue”, sia col tondino che col coltello.

L’accusa di omicidio preterintenzionale

Una ferocia che gli è costato l’arresto per omicidio preterintenzionale. Interrogato, dopo che la Polizia è arrivato a lui visionando le immagini delle telecamere esterne a casa di Daniela, ha confessato di avere portato con sé il coltello ma di aver raggiunto la donna “per chiarire”. Poi, litigando, tra uno spintone e un altro, ha tirato fuori la lama e ha usato il tondino afferrato all’esterno poco prima. Il dossier del medico legale invece racconta di una aggressione feroce, consumata in uno stretto lasso di tempo, non appena l’uomo ha fatto irruzione all’interno, con una Daniela che ha avuto poco spazio di movimento, nel tentativo di difendersi.

Lunedì il processo, Daniela l’aveva già denunciato

Non era la prima volta che Santo Bonfiglio l’aggrediva. Era successo a maggio dell’anno precedente e nuovamente a febbraio 2026, un mese prima del femminicidio. E l’aveva già colpita con un coltello. Per questo Daniela Zinnanti lo aveva denunciato e per questo il camionista avrebbe dovuto indossare il braccialetto elettronico, quel 9 marzo. Ma il dispositivo non era ancora stato consegnato alle forze dell’Ordine. Lunedì ci sarà quindi il processo relativo alle violenze precedenti. I familiari di Daniela Zinnanti sono assistiti dagli avvocati Filippo Brianni, Gianfranco Briguglio e Giorgio Italiano, mentre Santino Bonfiglio è difeso dagli avvocati Antonio Giacobello e Oleg Traclò.

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