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Festa e sorrisi al Villaggio Matteotti: “Momento storico. Messina diventerà verticale” FOTO

Ve la ricordate la signora Giannina? Lei era una delle figlie delle baracche del terremoto. Ogni volta che m’incontrava mi chiedeva: ma quannu ni dugnunu i casi? Sono passate 4 generazioni e questo è un momento storico. Sono arrivato qui come parroco il 10 ottobre del ’65 e sono emozionato oggi nel dire grazie. Benedico voi, i vostri figli, non le mura, non le chiavu perché questo è il momento della dignità e della speranza. Chi varcava la soglia di una baracca sa quanta dignità c’era e quanti sogni”.

Monsignor D’Arrigo quando era giovane giocava a pallone nel torrente dell’Annunziata e la squadra dei seminaristi batteva sempre tutti gli altri. Oggi sorride e ha gli occhi lucidi e benedice gli uomini e non gli oggetti, benedice sogni e speranze.

Conosce tutte le famiglie assegnatarie, le singole storie, le lacrime, gli addii di chi ha costruito una vita altrove ed il sudore di chi è rimasto.

monsignor D’Arrigo con il sindaco

E’ stata una mattina di festa all’Annunziata, là dove il vecchio Villaggio Mussolini, poi diventato Matteotti, ha cambiato volto e dopo un’attesa di 12 anni, ha visto realizzarsi il sogno per 48 famiglie (gli altri due alloggi saranno consegnati nelle prossime settimane). Un sogno fatto di 4 palazzine, con tre tipologie di abitazioni e 10 botteghe.

A distanza di pochi mesi dalla consegna degli alloggi di Camaro Sottomontagna, l’amministrazione comunale, attraverso ArisMe, mette a segno un altro risultato, fatto di mattoni, di cose concrete e si appresta ad incassare un sostegno definitivo da parte della Regione nella battaglia per il risanamento (nella totale assenza del governo nazionale giallo-verde).

Aria di festa sin dalle 9 quando le prime famiglie alla spicciolata hanno iniziato a raggiungere il complesso dell’Annunziata, pronte a varcare la soglia dell’appartamento scelto giovedì scorso nel Salone delle bandiere in base alla graduatoria ed ai criteri di assegnazione.

Si è chiusa una fase imbarazzante con l’Iacp- ha detto il sindaco De Luca nel corso della cerimonia prima dell’ingresso nelle case- Adesso le aree saranno trasferite al Comune e cesseranno tutti i rimpalli di responsabilità. Adesso non ci saranno più alibi perché c’è una sola responsabilità ed è mia, attraverso l’ArisMe. Sono commosso quasi quanto voi perché ogni abitazione consegnata è la risposta concreta a chi ha sofferto vivendo in baracca e sfido chiunque a dire che si può vivere in baracca. Provateci, vediamo quanto resistete”.

De Luca ha ringraziato quanti hanno reso possibile il risultato: gli uffici, funzionari ed impiegati, i vertici di ArisMe (Marcello Scurria, Alessia Giorgianni, Giuseppe Aveni), il vicesindaco Mondello, l’Iacp con il commissario Santoro e la Regione che negli ultimi mesi ha decisamente cambiato rotta sostenendo la battaglia.

Mentre la Protezione civile nazionale diceva no alla dichiarazione dello Stato d’emergenza richiesta dal governo Musumeci ed il governo gialloverde, nonostante gli annunci di Salvini, si girava dall’altra parte, Palermo ha fatto la sua parte.

Presenti stamane anche l’assessore comunale Minutoli, il presidente di Messinaservizi Pippo Lombardo e la consigliera Interdonato, il deputato regionale di Forza Italia Tommaso Calderone e la senatrice Urania Papatheu.

la consegna delle chiavi

Voglio ringraziare l’assessore regionale Falcone, che oggi è qui, per l’attenzione ed il sostegno che stanno dando alla città- ha continuato De Luca- La Regione erogherà finalmente quei 50 milioni di euro che ci consentiranno di continuare nell’operazione di risanamento e di consegna delle case. Noi ci stiamo mettendo la faccia ed anche Musumeci lo sta facendo, mettendoci nelle condizioni di raggiungere questo risultato”.

Il sindaco ha ringraziato anche il deputato regionale Tommaso Calderone, presente alla cerimonia e la senatrice Urania Papatheu (che tra l’altro sta predisponendo un dossier sulle baraccopoli messinesi da portare all’attenzione nazionale).

In pochi mesi si è raggiunto un traguardo di 100 alloggi consegnati- ha commentato l’assessore regionale Falcone– Il governo Musumeci vuole risolvere insieme all’amministrazione De Luca il problema delle baraccopoli. La Regione ha individuato 50 milioni di euro da destinare al risanamento perché Messina deve diventare una città verticale, i messinesi sono cittadini di serie A. La nostra attenzione riguarda anche la via Don Blasco, per decongestionare il traffico e le somme stanziate per i parcheggi”.

A concludere è stato monsignor D’Arrigo con la benedizione dei presenti.

Subito dopo tra gli applausi si son sentiti i tappi delle bottiglie di spumante stappate per i brindisi di scala in scala mentre le famiglie iniziavano a ricevere le chiavi con il portachiavi con lo stemma del Comune.

Assessore, deputati e amministrazione hanno poi visitato la struttura storica rimasta nell’area, che in epoca mussoliniana serviva da bagno pubblico per gli abitanti delle baracche. La struttura contiene anche un’ex cappella ed è condizioni di totale abbandono. Sottoposta a vincolo della soprintendenza è stata di fatto lasciata lì senza alcuna riqualificazione ma adesso ArisMe ipotizza una riqualificazione con uso sociale e per la comunità.

C’è chi piange di commozione, c’è chi sorride pensando al futuro. Le prime ad entrare, nella palazzina C, primo piano sono le famiglie Bottari, Assenzio e Campanella.

In tutti e 3 i casi alle spalle hanno attese che vanno dai 25 ai 35 anni. Intere generazioni passate in baracca, tra una promessa ed un’altra.

Oggi, per la prima volta, un appartamento vero.

Rosaria Brancato