46enne assolta dall'accusa di aver dichiarato il falso per ottenere il RdC. In realtà c'era un certificato errato nella pratica
Messina – Quando la burocrazia ti complica la vita. Succede spesso, nel nostro paese. Ad una messinese di 46 anni è costata il processo. La donna è stata imputata di false dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza, rischiando la condanna da 2 a 6 anni di reclusione. Tutto perché, quando ha chiesto il cambio di residenza, l’addetto all’ufficio anagrafe ha commesso un errore.
Alla fine del processo la donna è stata scagionata dalla giudice monocratico Alessandra Di Fresco, che accogliendo la richiesta del difensore l’ha assolta pienamente. Fine dell’incubo giudiziario per lei, che intanto si è però vista sospendere l’erogazione del reddito di cittadinanza.
Il processo
L’assoluzione è arrivata alla fine del dibattimento nel corso del quale l’avvocato Antonino Arena è riuscito a dimostrare la sua innocenza e il clamoroso errore burocratico. La Guardia di Finanza contestava alla donna di non avere il requisito di due anni continuativi di residenza in Italia, prima dell’ottenimento del RdC. Questo perché alla fine del 2018 aveva chiesto il cambio di residenza, recandosi allo sportello di un quartiere decentrato messinese dove l’addetto la indica come “proveniente da estero”. Il funzionario non ha però accettato l’iscrizione della donna all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero. Dove però la donna non ha mai figurato.Da qui gli accertamenti della Gdf che le contestano di aver abitato in Olanda nel periodo precedente, non avendo quindi diritto al RdC.
L’errore burocratico
In realtà la donna non era mai stata residente all’estero ma si era soltanto recata in Olanda dal compagno, lui sì domiciliato in quel paese. Nello stesso periodo era invece residente in Italia, in ben due paesi diversi, tanto che lo stesso ufficio anagrafe messinese ha poi corretto la dicitura “proveniente da paese estero”, nel certificato, sostituendolo con l’ultimo comune italiano di residenza della 46enne. A contro prova dei rientri in Italia, oltre ai certificati di residenza degli altri comuni, il legale ha prodotto anche i biglietti dei viaggi aerei della donna che ad ogni sortita in Olanda dal compagno era puntualmente rientrata in Italia.

nessun problema : va rintracciata la persona responsabile dell’errore e glielo si fa pagare.
…. o no ?