Impianti sportivi a Messina. Finocchiaro: "Non faccio il capocantiere", la Scc Messina: "Manca visione politica"

Impianti sportivi a Messina. Finocchiaro: “Non faccio il capocantiere”, la Scc Messina: “Manca visione politica”

Simone Milioti

Impianti sportivi a Messina. Finocchiaro: “Non faccio il capocantiere”, la Scc Messina: “Manca visione politica”

Tag:

sabato 03 Ottobre 2026 - 09:40

Dopo le recenti critiche supportate dalle immagini del nuovo "Celeste" danneggiato l'assessore risponde: "Sugli impianti abbiamo fatto tanto"

MESSINA – Tiene banco il nodo impianti sportivi a Messina specialmente dove le dolorose immagini di infiltrazioni e piccoli crolli negli spogliatoi del nuovo Giovanni Celeste. Scriviamo nuovo perché l’amministrazione comunale con tanto di passerelle e calcio d’inizio dato dal sindaco Basile nella prima partita tra Messana Riviera e Atheltic Gioiosa di Eccellenza ha speso più di due milioni di euro per riconsegnarlo alla città.

All’indignazione dei cittadini per soldi, apparentemente spesi male per alcune cose, ha risposto con un lungo post su Facebook l’assessore con la delega agli impianti sportivi Massimo Finocchiaro. Che per fare un po’ di chiarezza, come scrive lui, riepiloga cosa non deve fare un assessore, ovvero non sottoscrive l’affidamento dei lavori pubblici, non redige bandi di gara, non è responsabile del procedimento, non è la direzione dei lavori, non è l’impresa che li esegue e non è il capocantiere.

Finocchiaro: “Ho il dovere politico, etico e morale di monitorare”

L’invito dell’assessore è, per chi lo critica, a studiare il codice dei contratti pubblici a individuare i responsabili Rup (responsabile unico del progetto) e Dl (direttore dei lavori) e poi spiega: “Un assessore non può e non deve interferire in alcun modo o intromettersi nella conduzione tecnica, operativa o gestionale di un cantiere pubblico. L’Assessore ha il dovere politico, etico e morale di monitorare l’andamento delle opere pubbliche guardando alla sicurezza, al rispetto dei tempi e alla corretta esecuzione dei lavori. Questo è ciò che avviene quasi quotidianamente confrontandomi con il Dirigente del settore tecnico, con i responsabili dei servizi e/o con il Responsabile del procedimento. Professionisti unici, preparati e responsabili a cui va tutta la mia stima”.

Riguardo poi i lavori quando sono in corso aggiunge circa il suo ruolo: “L’Assessore effettua dei sopralluoghi (sempre accompagnato dal Rup o dal DL) e nel caso rilevi delle criticità può convocare il Rup o il Dirigente per rappresentare le criticità riscontrate e può formalizzare un atto di indirizzo politico anche con una nota formale sempre alle stesse figure tecniche. L’assessore non fa il capocantiere, ma certamente concorre, con tutto il suo impegno, a creare le condizioni affinché i cantieri si possano almeno aprire, e di cantieri ne abbiamo aperti parecchi”.

Venendo infine all’attualità conclude: “Ci sono criticità? Certo che sì, ovvio, e meno male se no, paradossalmente, sarebbe un mondo alterato e imperfetto e fortunatamente non è così, siamo esseri umani. L’importante è superarle e andare avanti. Sugli impianti sportivi si è fatto tanto, tutto ciò che si è potuto e si lavora e si continuerà a lavorare con dedizione e determinazione. Chi vuole davvero capire come funziona sa dove trovare le carte e sa come leggerle. Chi invece vuole solo fare rumore e vuole fare cattiva informazione sappia che si troverà sempre davanti a una squadra che non abbassa lo sguardo e che conosce bene il proprio mestiere”.

La Scc Messina: “Interventi tampone, molto fumo e poco arrosto”

A rispondergli la Società Cooperativa Calcio Messina che già nei giorni scorsi aveva fatto sentire la propria voce circa gli impianti sportivi che “crollano” e ricordiamo erano stati i primi ad inizio bagarre elettorale ad organizzare un confronto coi candidati a sindaco. In particolare il presidente Antonino Indaimo proprio sotto il post dell’assessore gli risponde: “Sicuramente non si può negare che negli ultimi anni qualcosa si è mosso riguardo il tema degli impianti sportivi, e capisco che non sia semplice lavorare con un piano di riequilibrio finanziario in corso che impedisce grossi investimenti da parte del Comune, ma le attenuanti non sono sufficienti”.

Rincara la dose Indaimo: “La popolazione e le associazioni sportive con cui noi della Cooperativa parliamo continuamente percepiscono una mancanza di visione politica nella gestione degli impianti sportivi. Interventi tampone che sembrano “molto fumo, ma poco arrosto”; gestione affidata a società partecipate che non sembrano in grado di garantire una corretta fruizione delle strutture, oppure completa mancanza di un servizio di custodia come ad esempio avviene attualmente al Celeste; piscine che sulla carta risultano aperte ma di fatto sono chiuse. E in generale c’è una saturazione sconcertante delle poche strutture sportive messinesi. A Messina ci sono almeno 19 squadre di calcio distribuite tra l’Eccellenza e la Terza Categoria (per non parlare di tutti i settori giovanili, con i quali si arriva sopra le 40 squadre) e gli unici impianti disponibili al momento sono il Franco Scoglio, il Celeste e il Marullo. I cittadini tutto questo lo vedono e lo vivono quotidianamente, e l’impressione generale che hanno è che le strutture sportive di Messina siano gestite come una proprietà privata dell’Amministrazione piuttosto che come un bene pubblico”.

Il presidente poi ricorda le proposte avanzate all’amministrazione: “Noi della Cooperativa, il 20 agosto, abbiamo incontrato il Sindaco Federico Basile al Comune e tra le altre cose abbiamo presentato un progetto che può portare alla costruzione della copertura integrale dello stadio Franco Scoglio con annesso impianto fotovoltaico che può generare energia sufficiente a coprire il fabbisogno di 1/3 della città, tramite costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile, a fronte di un modico investimento iniziale da parte del Comune e utilizzando bandi nazionali e europei alla portata. Lei a questo incontro non era neanche presente”.

Infine ci tiene a precisare: “Non c’è bisogno di buttare sempre tutto in caciara. Noi, in quanto cittadini, mettiamo in evidenza cose che non funzionano e chiediamo di essere ascoltati affinché tornino a funzionare. Anche per questo motivo abbiamo proposto al Sindaco di concedere alla Cooperativa il ruolo di Difensore Civico, un’entità legislativamente riconosciuta che agisce come intermediario tra il cittadino/associazioni sportive e l’amministrazione, allo scopo di migliorare la qualità di vita delle persone, e anche per questa richiesta siamo in attesa di risposte. Concludo dicendo che la politica è soprattutto Responsabilità verso la cittadinanza, quindi se crolla il contro soffitto di una struttura appena inaugurata, anche se è ovvio che non è colpa sua, ne è comunque il responsabile e deve prendersi carico del problema e risolverlo, accertando le responsabilità dirette individuali, perché quelli che sono stati spesi sono soldi pubblici, non privati” .

3 commenti

  1. Non e’ capocantiere ,ma si avvale di professionisti nel fare i sopraluoghi per la consegna del fine lavori e mi chiedo….questi professionisti non vedono,non “capiscono” se i lavori non sono eseguiti come si deve, onde evitare poi quello che puntuamente si verifica all” apertura con continue criticita’???? Due milioni spesi e neanche il tempo di collaudare lo stadio Celeste e gia’ si evidenziano danni … il Presidente Indaimo dice la sacrosanta VERITA’ come professionista e cittadino OBIETTIVO!!!!

    14
    0
  2. Prendiamo atto che l’Assessore non fa il capocantiere, ma ci chiediamo allora chi debba definire la visione strategica per lo sport a Messina. Spendere milioni di euro di fondi pubblici per riqualificare le strutture è inutile se poi manca un piano per custodirle, lasciando il compito all’ultimo utente che chiude la porta. La buona politica non si limita a inaugurare i cantieri, ma pianifica il giorno dopo.. Assessore se proprio non vuole indossare il caschetto perchè non le dona almeno governi i processi. Gli investimenti si difendono con la programmazione e i controlli, non con i rimpalli di responsabilità. Se le strutture appena riqualificate vengono vandalizzate perché manca un sistema di custodia, il problema è puramente politico e amministrativo, non tecnico.”

    2
    0
  3. E vero che l assessore non e un capo cantiere ne direttore dei lavori ne il RUP. Ma e quello che da anche l ok ai pagamenti dopo aver sentito i responsabili. È responsabile davanti a tutti se le cose non funzionano. Ed a Messina con questa amministrazione che fa solo le inaugurazioni n pompa magna ce ne sono. In conclusione Messina Social City non può occuparsi di tutto anche perché le competenze scarseggiano….

    0
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED