Il caso firme, i ricorsi e le amministrative. La sentenza del Tar fa sperare Basile. ll capo di Sud chiama Nord va giù duro "contro i nemici della volontà popolare"
Il Tar di Catania ha respinto il ricorso presentato contro l’esito delle elezioni amministrative per la carica di sindaco a Barcellona Pozzo di Gotto, confermando la legittimità della vittoria di Melangela Scolaro e la correttezza delle procedure adottate da Sud chiama Nord durante la fase di raccolta delle firme. La decisione del tribunale amministrativo rappresenta un passaggio chiave anche in vista delle prossime scadenze giudiziarie: il 20 ottobre è infatti fissata l’udienza in cui lo stesso Tar di Catania si pronuncerà su analoghi ricorsi relativi alle elezioni comunali di Messina, basati sulle medesime questioni procedurali.
In questo quadro, ieri in diretta Facebook, il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, affiancato dal deputato regionale Pippo Lombardo e in collegamento con la sindaca Scolaro, ha puntato l’indice contro gli “squallidi tentativi di sovvertire la volontà popolare” a Messina e Barcellona. Un attacco veemente è stato indirizzato al deputato barcellonese Tommaso Calderone, ora passato a Futuro Nazionale di Vannacci.
Il parlamentare ha presentato pochi giorni fa un’interrogazione ai ministri dell’Interno e per gli Affari regionali e le Autonomie, sollevando parecchi interrogativi sulla gestione del caso firme. Il tutto con “anomalie in grado di minare la regolarità del procedimento elettorale”. E, in particolare, ha chiesto ai ministri se intendano “disporre con urgenza un’ispezione amministrativa sulla Prefettura di Messina al fine di accertare eventuali responsabilità dirigenziali; se intendano valutare la condotta posta in essere dalla segretaria generale del Comune di Messina per l’interferenza nel procedimento elettorale riservato alle competenti Commissioni; se intendano investire la Procura della Corte dei conti per le valutazioni di competenza in ordine ai profili di responsabilità contabile; se intendano attivarsi, d’intesa con il presidente della Regione siciliana, affinché il parere Ull, Ufficio legislativo e legale, sia reso pienamente conoscibile a tutti i cittadini e i contendenti politici, nel rispetto del principio di trasparenza e di buon andamento ex art. 97 Costituzione”.
La replica in diretta di De Luca a Calderone
Da qui la risposta piccata di De Luca, che ha difeso l’operato della segretaria generale Rossana Carrubba, intervenuta in base a una circolare della Prefettura ai Comuni. E ha ricordato ancora una volta la richiesta di un parere, da parte di Sud chiama Nord, al dipartimento Autonomie locali della Regione siciliana. Per il capo politico di Sud chiama Nord, si tratta di “manovre per sovvertire la volontà democratica, a Messina come a Barcellona”, e “colpire Cateno De Luca” in vista pure della corsa alle regionali e alla contesa elettorale a livello nazionale. E ha lanciato il guanto della sfida politica a Calderone e a tutti “quelli che non si rassegnano ad accettare la volontà popolare”.

In sostanza, tutta l’attenzione politica si sposta sulla città dello Stretto. E si allontanano nella maggioranza i timori di decadenza dell’amministrazione Basile. Dopo la sentenza su Barcellona, sembra ridimensionarsi l’interrogativo riguardo alle amministrative: la deroga alla raccolta delle firme prevista per i partiti rappresentati all’Ars avrebbe dovuto riguardare una sola lista e un unico contrassegno? Oppure investiva, e così è avvenuto, tutte le liste collegate a Sud chiama Nord e al candidato Basile? Su questo si è giocata la tensione post elezioni.

Il partito di Cateno De Luca è andato avanti con il sistema della deroga, senza raccolta delle firme per ogni lista, grazie a due pareri del dipartimento Autonomie locali della Regione. Secondo indiscrezioni, e in aprile ne aveva chiesto l’acquisizione il candidato sindaco Scurria, sarebbe stato opposto invece il parere secretato dell’Ufficio legislativo e legale. Da qui le polemiche: dalla richiesta di accesso agli atti del gruppo parlamentare di ScN alle critiche dell’opposizione alla giunta Basile.
Scurria e Capurro contro Basile
Sui ricorsi, per le liste a Barcellona Pozzo di Gotto e a Messina, a difendere le posizioni di ScN è l’avvocato Santi Delia. E il consigliere d’opposizione Marcello Scurria, con il collega del gruppo politico a Palazzo Zanca Pippo Capurro, ha annunciato ieri una nuova battaglia: “Anziché costituirsi personalmente Basile, al Tar c’è un legale per il Comune di Messina. Il 20 luglio sono state approvate in giunta sei delibere, di cui due riguardano l’affidamento per un incarico legale per la difesa dell’ente a un avvocato esterno per una cifra complessiva di circa 13mila e 500 euro. Ma ripeto: il Comune da cosa dovrebbe difendersi? Basile dovrebbe farlo, Sud chiama Nord dovrebbe farlo, il Comune non ha interesse a farlo. Ma il punto non è nemmeno aver usato un avvocato interno al Comune. Il punto è che alla discussione di queste sei delibere il sindaco non ha partecipato. O meglio: per la prima è stato assente, poi fino alla quinta è stato presente, e alla fine, nell’ultima, si è assentato nuovamente”. E i consiglieri hanno annunciato l’invio degli atti a Procura e Corte dei conti.
I fronti, dalla politica a quelli (eventuali) giudiziari, non mancheranno di scaldare gli animi, mentre le regionali e le politiche sono alle porte.

