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Franza: “Non costruiremo alcun inceneritore, inutili allarmismi”

Giovanni Passalacqua

Franza: “Non costruiremo alcun inceneritore, inutili allarmismi”

mercoledì 19 Ottobre 2016 - 17:26
Franza: “Non costruiremo alcun inceneritore, inutili allarmismi”

"Non costruiremo nuovi impianti, nè amplieremo l'esistente" - spiega Vincenzo Franza, responsabile dell'azienda che si occupa dello smaltimento di rifiuti usati - "la sperimentazione consisterà nell'aggiunta di rifiuti sanitari e morchie al processo industriale già utilizzato per lo smaltimento delle batterie esauste; e non cambierà in maniera sostanziale quantità e qualità delle emissioni dell'impianto"

“Sono state dette tante sciocchezze, ma la verità è che non ci sarà alcun nuovo inceneritore”. È perentorio Vincenzo Franza, ingegnere dell’ESI Spa di Giammoro, che si occupa del progetto sperimentale presentato dall’azienda di trattamento di rifiuti speciali. Il progetto ha allarmato gli abitanti della valle del Mela, già diffidenti nei confronti dell’inceneritore che A2A vorrebbe costruire per riconvertire la centrale Edipower di San Filippo del Mela. Ma, per Franza, gli allarmismi sarebbero privi di fondamento.

“ESI lavora il cosiddetto pastello, una polvere di ossido di piombo che si ricava dalle batterie esauste” – spiega Franza – “questa sostanza viene prodotta all’interno di un forno industriale, attivo da oltre vent’anni e sempre nei limiti di legge. Noi vogliamo sperimentare la possibilità di utilizzare, in questo processo, alcuni nuovi elementi, principalmente rifiuti sanitari (garze e cartoni) e morchie di raffineria, paragonabili a combustibile. Questi materiali saranno introdotti in quantità ridotte, e non cambieranno in maniera rilevante né la quantità né la qualità delle emissioni prodotte dal nostro impianto”.

Nella precisazione dell’azienda è implicito il motivo per cui il progetto non andrebbe sottoposto ad autorizzazioni VIA/VAS, come invece chiedono gli ambientalisti. “Il nostro progetto non prevede la costruzione di nuovi impianti, né l’ampliamento di quelli esistenti; semplicemente, cercheremo di capire se l’aggiunta di alcune tipologie di rifiuti può inserirsi in un processo industriale già collaudato”.

Ma il progetto prevede uno studio sul possibile impatto ambientale della sperimentazione? “Ci atterremo alle prescrizioni di legge” – la risposta di Franza. L’azienda ha continuato spiegando che il progetto serve a ottimizzare il rendimento produttivo, per contrastare il calo che la crisi ha portato con sé. “L’impianto rischia di finire fuori mercato, con tutte le conseguenze che questo comporterebbe in termini occupazionali” – insiste Franza – “abbiamo deciso di investire in questo progetto per garantire la sopravvivenza dell’azienda e dei suoi lavoratori, in un modo che, secondo noi, non pregiudica l’ambiente e non modifica in maniera sostanziale la situazione attuale”.

Il prossimo appuntamento dell’iter autorizzativo del progetto sarà il 27 ottobre, quando si terrà una conferenza dei servizi. In quella sede si discuterà anche della contrarietà al progetto espressa dal Consiglio Comunale di Pace del Mela, che l’azienda ha definito “mera demagogia politica”. I tempi per l’approvazione definitiva dipenderanno dall’esito di questa e delle prossime eventuali conferenze. Intanto, anche numerose associazioni si sono schierate contro il progetto; ed è prevedibile che le argomentazioni dell’azienda non basteranno a convincerle della bontà della sperimentazione.

Giovanni Passalacqua

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2 commenti

  1. Incredibile. A Messina, ove c’è “rischio” inquinamento, ambientale o delle…..coscienze spuntano sempre i soliti nomi. INCREDIBILE.

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  2. Incredibile. A Messina, ove c’è “rischio” inquinamento, ambientale o delle…..coscienze spuntano sempre i soliti nomi. INCREDIBILE.

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