Nelle storie social il messaggio del presidente: "Giocate con lucidità e coraggio. Onorate questa maglia, crediamo in voi"
MESSINA – Come sua consuetudine Justin Davis, presidente dell’Acr Messina 1900, commenta l’andamento della squadra sui propri canali social e lo ha fatto anche lunedì sera con una storia rivolta direttamente ai suoi calciatori.
Il messaggio di Justin Davis
Si legge: “Questa maglia porta con sé una storia. Porta aspettative. E porta la voce di un’intera città che vive e respira calcio. La pressione non è un penso – è un privilegio. Non permettete al rumore esterno di offuscare la vostra concentrazione”.
Continua poi: “Le critiche, le emozioni, le aspettative… appartengono agli spalti. La vostra responsabilità è sul campo. Giocate con lucidità. Giocate con coraggio. Abbiate fiducia l’uno nell’altro. Tutto è nelle vostre mani quando la mente è libera e la convinzione è forte. Tenete la testa alta. Onorate questa maglia con orgoglio. Crediamo in voi”.


Belle parole ma tu dopo aver risanato la società hai messo la squadra in mano a dei ragazzi sprovveduti e impreparati ad affrontare il campionato. Che l’hai risanta a fare la società per poi fare la figura che stai facendo? La squadra di questo passo sarà retrocessa! I tuoi sforzi economici non sono serviti a nulla! Dovevi investire su qualche giocatore di categoria, esperto e affidabile con un allenatore capace e autorevole. Invece hai messo la squadra nelle mani di gente incompetente. Grazie lo stesso. Ma sappi che ci hai deluso profondamente. Senza rancore ma con la rabbia di dover sempre subire simili vergogne! Non ci risolleveremo mai!
Caro presidente, puoi dare tutta la carica che vuoi e spendere tutti i soldi che vuoi, ma la cruda verità è una sola: i fatti dicono che hai sbagliato DS il quale non ha potenziato la squadra e l’allenatore che ci sta mettendo del suo con scelte discutibili e piano piano sta mestamente avvicinandosi alla seconda VERGOGNOSA RETROCESSIONE CONSECUTIVA.
P.S. altro che programmi, centro sportivo, marketing ecc. ecc. con la bocca non si va da nessuna parte, ci vuole un miracolo, quello che avevano fatto Romano e Martello per metà campionato.