La sentenza per il 40enne che adescava ragazzine sui social
Si chiude con la condanna a 2 anni per adescamento di minori il processo per il messinese finito davanti al giudice a Monza, dove è stato accusato di aver circuito tramite i social una bambina di 11 anni ottenendo sue foto, come aveva già fatto con la sorella di 7 anni. Il 40enne, residente in provincia di Messina, era compaesano dei genitori della bimba, trasferitisi in Brianza qualche anno prima.
Minori adescati sui social, l’accusa
L’uomo avrebbe ottenuto da lei foto in mutande, mentre era sdraiata a letto, o a petto nudo, parzialmente coperto da un peluche. Al processo è stata ascoltata la sorella della vittima. “È stata mia mamma a mostrarmi la chat dal telefono di mia sorella – ha raccontato la ragazza oggi 25enne, secondo il quotidiano Il Giorno che riporta la notizia – Era stato lui a iniziare a mandarle i messaggi su Messenger. Prima avevano iniziato a parlare di cosa facevano durante la giornata. Poi lui le aveva chiesto quanti anni aveva e mia sorella aveva risposto che aveva 11 anni e lui aveva risposto che pensava che ne avesse 16 anni. Le ha chiesto di mandargli una foto e lei ne ha fatta una al petto, ma con l’orsacchiotto davanti. Quando mia mamma l’ha scoperto, mia sorella si è vergognata per non averlo raccontato. Anche a me, a 15 – 16 anni, l’imputato, paesano di mio padre, aveva chiesto di incontrarci quando rientravamo in Sicilia.”
Foto compromettenti, l’allarme dei genitori
Sono stati i genitori a denunciare le chat hot, permettendo ai carabinieri di risalire all’autore delle richieste alle due bambine. L’uomo ha qualche precedente di polizia. I fatti risalgono al 2019. Il messinese, ascoltato dagli inquirenti, ha sempre respinto l’accusa.

