La seduta è stata aggiornata a mercoledì tra emendamenti dell'ultima ora, tensioni sui numeri della maggioranza e dubbi amministrativi
MESSINA – Il percorso per l’approvazione del nuovo contratto di servizio di Messina Social City si conferma in salita. Anche l’ultima riunione dell’aula si è conclusa con un rinvio, reso necessario per approfondire i passaggi procedurali e consentire agli uffici di esaminare i documenti.
L’ostacolo degli emendamenti e il lavoro degli uffici
Il confronto politico ha registrato un nuovo rallentamento a causa della mole di atti presentati. Dopo il ritiro di una cinquantina di proposte di modifica, ne sono state depositate altre trenta, costringendo i dirigenti e la segretaria generale a un lavoro supplementare per analizzare i quesiti e formulare i pareri tecnici necessari.
Lo scontro politico e i rilievi delle opposizioni, Gioveni: “Ma Basile non si era dimesso per velocizzare l’approvazione degli atti?”
La situazione ha alimentato le critiche sulla tenuta e sulla reale efficacia dell’azione amministrativa, sollevando interrogativi sul peso numerico della coalizione di governo all’interno dell’aula.
La seduta è stata così aggiornata a mercoledì per permettere il completamento dell’iter istruttorio. “Ma il sindaco Basile, non si era dimesso facendoci andare ad elezioni anticipate per avere una nuova maggioranza bulgara che velocizzi l’approvazione degli atti? – commenta il consigliere Libero Gioveni – E come mai già siamo alla quarta seduta senza aver ancora approvato la delibera? Non è che per caso, nonostante la forza dei loro numeri, l’opposizione la fa proprio ragionare questa maggioranza? Ed evidentemente perché non racconta frottole o barzellette, ma dimostra di esprimere contenuti?”.
Le critiche del consigliere Scurria
In una recente conferenza stampa, l’hanno definita una “delibera invotabile“. Le opposizioni in Consiglio comunale hanno contestato l’assenza di allegati e di documenti chiave per arrivare all’approvazione del contratto di servizio di Messina Social City. Anche ieri sera si è registrato un rinvio. Uno dei più critici l’ex candidato sindaco Marcello Scurria: “Si sono qualificati come bravi e si sono convinti di essere buona amministrazione. Ma al primo atto amministrativo di una certa importanza della nuova giunta si è tutto infranto in maniera plateale su uno scoglio costituito dal rispetto delle norme. Se ci viene portata in Consiglio comunale una proposta di una pagina e mezza con cui si affida un appalto da 53 milioni di euro (cioè 18 milioni l’anno per tre anni, ndr) a una società in house, triennale, senza il benché minimo accenno a costi, spese, ma solo con indicazioni in cui si parla di forfait, capirete che è veramente difficile. E hanno avuto anche la pretesa di insistere”.
“L’azienda speciale non ha presentato in Consiglio i bilanci”
E ancora: “Questo contratto vale 17,9 milioni di euro, ma sapete quanto valgono i servizi? 23 milioni di euro. Questi, più 18, fanno 41 milioni. Aggiungo che l’azienda speciale non ha ancora presentato in Consiglio comunale i bilanci. Al vecchio amministratore unico avevo chiesto se fosse stato approvato il bilancio e ancora non era stato approvato, mentre il direttore generale ci ha detto di sì. All’amministratore unico era sfuggita l’approvazione? Il bilancio è in azienda ma non è ancora pubblicato? Non è ancora arrivato al Comune né il Consiglio”.

