Il commissario facente funzioni Russo smentisce di aver confermato che il dato ammonta a 51 milionu. Polemica sull’assenza dei dirigenti. E in casa Pdl il voto della commissione sulla proposta di farsi ascoltare dalla Procura della Corte dei Conti non viene “gradito”
Agosto è ormai finito, le vacanze sono quasi per tutti alle spalle e, puntualmente, si torna a parlare di Atm. Entro il 31 ottobre l’azienda trasporti dovrà presentare un “superbilancio”, che dovrà passare dal vaglio di una società di revisione esterna (alla quale, però, non è ancora stato dato alcun incarico). Oggi se n’è parlato in commissione Partecipate, a Palazzo Zanca, ed in quella sede il commissario facente funzioni, Giuseppe Russo ha ribadito che è in corso un’azione di ricognizione dei conti dell’azienda, anche se -è impossibile confermare oggi il dato dei debiti-, che secondo il presidente della commissione Bilancio Giuseppe Melazzo ammonterebbero a 51 milioni di euro. Debiti che non riguardano solo il Comune, ma che il Comune, per statuto, dovrebbe coprire, sempre che sia intenzionato a riconoscere. Ad ogni modo tra una settimana il quadro dovrebbe essere più completo, quando l’Atm approverà, come pare sia stato garantito oggi, il bilancio consuntivo 2009.
Ma la “bomba” arriva dopo: per la prima volta la commissione Partecipate ha deciso di chiedere un’audizione presso la Procura della Corte dei Conti. Una proposta avanzata da Giuseppe Melazzo, appoggiata dal capogruppo del Pd “Genovese Sindaco” Felice Calabrò e approvata grazie ai voti favorevoli di Nello Pergolizzi e Roberto Sparso, nonostante una fuga “preventiva” di altri consiglieri. Una mossa, questa, che pare non sia stata gradito in casa Pdl, tanto che ci sarebbe stato un summit, sulla vicenda, tra alcuni consiglieri comunali e l’assessore alle Finanze Orazio Miloro.
Polemiche, in commissione, anche sull’assenza di gran parte degli invitati ai lavori della seduta, in particolare dei dirigenti. Tanto che è stato deciso di chiedere al nucleo di valutazione di “valutare”, appunto, questo atteggiamento e al segretario generale Santi Alligo di prendere provvedimenti nei confronti del ragioniere generale Ferdinando Coglitore.
