Messina l’unica tra le grandi città a non aver fornito i dati, ma Buzzanca dice: da noi tutti gratuiti. La Provincia di Ricevuto è quella che spende meno. Il Comune record quello di Ragusa. E Lombardo, dopo il governo -Quater-, ha nominato altri dieci esperti
Le amministrazioni pubbliche siciliane nel 2009 hanno speso oltre 150 milioni di euro per 14.169 consulenti, con un aumento, rispetto al 2008, del 5%. A poco sono servite, evidentemente, le molteplici condanne di risarcimento emesse dalla Corte dei conti nei confronti di sindaci e amministratori dalla ”nomina facile”. Né le inchieste di questa o quella Procura (sono dei giorni scorsi le richieste di rinvio a giudizio nei confronti dell’amministrazione Leonardi alla Provincia). Un piccolo grande esercito provoca, dunque, un esborso continuo alle tasche dei cittadini: ogni siciliano, secondo i giudici contabili, paga 214 euro per mantenere questo stuolo di eserciti. I dati emergono da un’inchiesta di “A Sud’Europa”, la rivista del Centro Pio La Torre di Palermo, che rielabora il rapporto ”Trasparenza” del ministero dell’Innovazione pubblica.
In questo quadro, Messina è l’uno tra i grandi comuni a non aver consegnato l’elenco dei propri consulenti. Del resto c’è da dire che il sindaco Giuseppe Buzzanca, da questo punto di vista, si è avvalso di una formula, quella dell’incarico a titolo gratuito, che dovrebbe tenere lontana la città dello Stretto dai vertici di questa “sprecona” classifica. «Ai miei esperti non do un euro – è la dichiarazione orgogliosa di Buzzanca – eppure più volte sono stato attaccato pure per la nomina di questi consulenti a titolo gratuito. Perché nessuno guarda a quello che sta facendo Lombardo, alla Regione?». Ed in effetti, a Palermo, il governatore Raffaele Lombardo dimostra di non gradire limiti nelle nomine: dieci nuovi incarichi, infatti, sono stati affidati nelle ultime settimane, dopo la nascita del quarto governo Lombardo. Eppure la Regione promette tagli su tutti i fronti, decurtando, a partire dal prossimo anno, anche gli emolumenti a sindaci e amministratori. «Tutti – dice l’assessore regionale Gaetano Armao – dobbiamo stringere la cinghia, ragionando sull’introduzione di elementi di premialità per gli enti virtuosi, e di penalizzazione per quelli che non hanno una spesa di qualità».
I numeri: se nel 2008 gli enti che facevano ricorso a consulenti esterni erano 619, lo scorso anno sono stati 798 (+ 29%, solo la Campania ha fatto ”meglio” con un incremento del 30,27%), collocando l’Isola al settimo posto della classifica nazionale guidata da Lombardia (2.141 enti), Veneto (1.281) e Piemonte (1.242). Il totale nazionale degli incarichi esterni nel 2009 ammonta a 303.871, per una spesa complessiva di 1 miliardo 439 milioni di euro, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Tra i Comuni siciliani, il primato regionale spetta a quelli del Catanese, che nel 2009 hanno speso in consulenze oltre 4 milioni di euro, seguiti dalle amministrazioni del Trapanese (3,5 milioni). Il Palermitano, al terzo posto con 3,3 milioni di spesa, potrebbe però balzare in testa: oltre la metà dei comuni, infatti, non ha ancora presentato i propri dati di spesa. La città capoluogo più “generosa” è Ragusa, 73 mila abitanti, che eroga per consulenti 575 mila euro, contro i 277 mila di Palermo. Catania spende 563 mila euro, mentre particolarmente parsimoniosa si mostra Enna: appena 624 euro, con i quali ha pagato un perito assicurativo.
Sul fronte delle Province, quella di Messina guidata da Nanni Ricevuto è tra le più “virtuose” dell’Isola: appena 38 mila euro spesi nel 2009, fanalino di coda molto lontana da Palermo (181 mila euro), Catania (736 mila euro) e soprattutto Caltanissetta, Ragusa e Agrigento, che sono quelle che hanno speso di più, rispettivamente un milione 728 mila euro, un milione 530 mila euro e un milione 234 mila euro.
